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Umbria, cantano canzoni per l'amica 15enne ricoverata in ospedale a Città di Castello per anoressia

Si ritrovano sotto le finestre del nosocomio tutte le domeniche mattina

Felice Fedeli
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Che ci fanno quindici adolescenti sotto le finestre dell’ospedale di Città di Castello tutte le domeniche mattina? Cantano le canzoni preferite della loro amica 15enne, ricoverata nel reparto di Pediatria dove sta lottando con tutte le sue forze per sconfiggere l’anoressia. Brutta bestia che in Umbria interessa almeno 10 mila persone e in Italia sfiora i tre milioni. Emilia, la chiameremo così con un nome di fantasia per preservare al massimo la sua privacy, viene da una città dell’Umbria. Una malattia dell’anima prima che del fisico. Devastante. Per chi ne soffre e per i familiari. Una malattia legata alla grande fame d’amore, un graffio dell’anima che se non preso per il verso giusto condiziona in negativo tutta la vita. E quello che stanno facendo i suoi amici rappresenta un eccezionale nutrimento per l’anima. Emilia è seguita dal servizio disturbi alimentari di Umbertide diretto dalla professoressa Laura Dalla Ragione. Vicino all’insostituibile apporto dato dal reparto di Pediatria, c’è il lavoro incessante dell’equipe della struttura umbertidese che l’assiste in modo particolare nei momenti più difficili della giornata, quelli dei pasti. Psicologi, nutrizionisti e medici lavorano con Emilia per aggredire questo disturbo che toglie la voglia di vivere. Sentirsi amata sortisce effetti miracolosi in chi, a un certo punto della vita, smette di mangiare per mandare un messaggio forte al mondo. Per il Covid e per tante altre ragioni Emilia non può ricevere visite in presenza, i suoi amici si sono organizzati e raggiungono Città di Castello la domenica mattina. Si posizionano sotto le finestre di Pediatria, intonano cori e canzoni, quelle preferite da Emilia. E le mandano con un filo un grappolo di palloncini colorati. Ad ognuno è attaccato un messaggio di incoraggiamento. “Forza, che miracolo può fare l’amore” e i brividi corrono lungo la schiena di chi passa lì ed è alle prese con altre patologie. Molti dei quali sono compagni di scuola di Emilia. E con un pieno d’amore si va tanto lontano e il graffio dell’anima si rimargina. Ci vuole tempo, ci saranno ricadute ma Emilia uscirà fuori dal tunnel più forte di prima.