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Perugia, pienone nelle piscine con grandi spazi verdi

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Termoscanner all’ingresso, distanziamento tra gli ombrelloni, mascherina fino a bordo vasca, prenotazione nella maggiora parte dei casi e poi dati personali, numero di telefono, autocertificazione sul proprio stato di salute. Insomma, farsi un tuffo in piscina nell’estate post Covid prevede tutta una trafila di incombenze a cui utenti e gestori delle piscine non possono sottrarsi, proprio a causa delle restrizioni post pandemia ancora in essere. 
Il nostro viaggio negli impianti cittadini restituisce un quadro in chiaroscuro: per qualcuno che deve mandare via la gente quando la struttura ha raggiunto la capienza massima (con distanziamento anti-Covid alla mano) c’è anche chi ha deciso, per la prima volta in 30 anni di non organizzare il centro estivo perché avrebbe dovuto imporre prezzi troppo alti. Insomma l’affluenza c’è, più o meno in tutti gli impianti, ma quel sold out auspicato da molti, anche per trovare ristoro dalle perdite avute nel periodo di lockdown è ancora lontano dal verificarsi. 
Aldo Consolo della Gryphus, ad esempio, ha deciso di non fare il campus per i bimbi, “dai 90 soliti avremmo potuto prendere al massimo 20 bambini” spiega “ e quindi avrei dovuto fare prezzi troppo alti magari passando anche per sciacallo quindi ho preferito rinunciarci. Per quanto riguarda la piscina, diciamo che fortuna fino adesso abbiamo avuto un buon fine giugno buono e luglio anche. La gente sta rientrando, un po’ perché deve recuperare periodo interrotto in lockdown poi molti altri si sono avvicinati soprattutto per i corsi per bambini. Insomma vedo un po’ di ottimismo, anche se certo non c’è mai stato ancora sold out da noi. Speriamo che le cose migliorino perché con queste restrizioni a settembre inizierà ad essere molto complicato”.
Alla piscina comunale di Lacugnano si parla di momento incoraggiante. “La situazione sta andando benino, da quando abbiamo riaperto non c'è il numero gente che avevamo prima, ma pensavo peggio. E dato che il nostro parco è molto grande non abbiamo problemi con le limitazioni di spazio. Solo a volte nel week-end mi è successo che nel pomeriggio ho dovuto bloccare l’ingresso. Negli anni passati il limite lo raggiungevo molto prima, ma non va affatto male”. 
Anche ai Giardini Thebris di Ponte Felcino “c’è parecchia utenza, da noi va molto bene” spiegano. “E’ un po difficile gestirla, però siamo rigorosi, riusciamo con le modalità imposte per il Covid e man mano che ci prendiamo l’abitudine ci miglioriamo riusciamo a gestire meglio. Certo spesso si creano le file, perché l’ingresso è molto più lento tra il termoscanner e l’autodichiarazione sullo stato di salute. A volte alcuni utenti sono stati anche polemici ma noi cerchiamo di essere rigorosi nell’interesse di tutti. Poi, all’interno, gli spazi destinati agli ombrelloni sono ben distanziati e le postazioni non sono modificabili, in acqua poi c’è il controllo numerico. Per gli allenamenti le persone vengono distanziate con dei galleggianti”. Insomma tutti attrezzati per poter godere di un po’ di sole e relax a bordo vasca.