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Perugia, picchiata davanti al figlio: marito a processo

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Picchiata e offesa dal marito anche davanti al figlio piccolo. Un inferno che la donna, una 40enne originaria del meridione, ma residente nel perugino, aveva deciso di non voler più tollerare arrivata al culmine della sopportazione dopo anni di vessazioni, umiliazioni e minacce da parte del marito. E adesso per l'uomo, è stato disposto il rinvio a giudizio
All'indagato, un 52enne originario dell'assisano, la Procura della Repubblica - il sostituto procuratore titolare del fascicolo è Carmen d’Onofrio - contesta i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Una carrellata di episodi che hanno portato la donna, madre di un bimbo piccolo, a vivere in uno stato d'ansia perenne. 
A ridosso del Natale di due anni fa, il marito l'aveva anche presa a pugni in testa e sulla schiena. Il fatto era accaduto davanti agli occhi terrorizzati del bambino e anche davanti alla mamma di lei, che poi la accompagnò in ospedale dove le venne riscontrate lesioni per una prognosi di 6 giorni causata da ematomi alla testa. L'inferno scattava per qualsiasi cosa, comprese le più banali: la offendeva se per caso buttava del cibo avariato o se lasciava accese le luci delle scale e di qualche stanza in casa. “Se continui così io ti ammazzo” le urlava, “ti do la vita maledetta, ti butto fuori di casa”. A volte lei era costretta a chiudersi in camera da letto con il figlio lattante per la paura, e lui prende a pugni la porta.  Finché la donna non decise di darci un taglio. Gli comunicò l'intenzione di divorziare e lui, per tutta risposta la minacciò di morte. “Se te ne vai e porti via mio figlio ti ammazzo, ti darò la vita maledetta, vengo in Calabria ammazzo te e la tua famiglia”. 
Un giorno andò a casa sua e riuscì a sfondare la porta prendendola a calci. Voleva portare con se il bambino ma lei glielo aveva impedito così l'aveva minacciata di nuovo di morte. “Sei una madre di m..., maledetta, io ti ammazzo, sei una vipera”. 
La donna si era talmente preoccupata e impaurita che alla fine si era decisa a trasferirsi a casa dei suoi genitori in Calabria. Ma lui non l’aveva lasciata in pace neanche a quel punto. 
Secondo le accuse condensate nel capo d'imputazione, il 53enne però avrebbe continuato a minacciarla. 
Anche l'uomo, assistito dall’avvocato Alessandro Bartoli Ciancaleoni, aveva a sua volta denunciato la ex moglie. 
Ma intanto, dopo la decisione del giudice, l’uomo siederà sul banco degli imputati con due pesanti accuse.