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Bilancio Umbria mobilità, accantonati oltre 40 milioni di euro nei fondi rischi

Umbria mobilità senza pace

Alessandro Antonini
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Oltre 40 milioni di euro accantonati alla voce “fondi rischi”. Umbria mobilità si è tutelata così a fronte delle partite di crediti e debiti ancora in essere. Con il via all’Agenzia dei trasporti dovrà essere approvato dai soci il piano decennale di ristrutturazione del debito, pari a 104 milioni. L’amministratore unico, Ferruccio Bufaloni, illustra i numeri del bilancio 2019. “Umbria mobilità”, spiega, “chiude l’esercizio 2019 in utile e con un ulteriore abbattimento dell’indebitamento di circa 20 milioni di euro. Registra un margine operativo lordo di oltre 3,5 milioni di euro. L’esposizione bancaria, per circa 45 milioni, è oggetto di condiviso piano di ristrutturazione con gli Istituti di credito. La società registra accantonamenti a fondi rischi diversi per oltre 40 milioni di euro. Il rischio da fideiussioni è passato da 175 milioni nel 2015 a 17 milioni attuali. Umbria Mobilità ha un patrimonio netto di 20,4 mln e un patrimonio immobiliare di oltre 60 milioni di euro”.
Sulla nascita dell’agenzia dei trasporti interviene l’assessore regionale al ramo, Enrico Melasecche. La delibera trasferisce le funzioni di Agenzia unica per la mobilità e il trasporto a Um. Oltre al risparmio dell’Iva calcolato in 90 milioni in dieci anni.
“Questa delibera”, spiega Melasecche, “fa seguito ad altre relative all’incarico già conferito ad Um ad esperire la gara da quasi un miliardo di euro a cui la società sta già lavorando e a quella per la definizione dei patti parasociali che regoleranno nella società in house il controllo analogo dei soci pubblici, Regione, Comune e Provincia di Perugia, Comune di Spoleto ed Atc che, in stato di liquidazione, rischia di far perdere qualsiasi rappresentanza ai comuni della provincia di Terni”. Il passaggio decisivo ora è il 6 agosto con l’assemblea dei soci: dovranno approvare il bilancio di Um e gli altri documenti richiesti dalle banche per far loro sottoscrivere l’atto di non belligeranza rispetto al Fondo nazionale trasporti. “Sono 98 milioni l’anno da trasferire, fattura su fattura, alla nuova agenzia. Poi ci sarà la gara che sancirà la fine di questo interminabile periodo di proroghe irregolari”, conclude Melasecche.