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Terremoto, ancora promesse del governo sulla Ricostruzione. Ma è candidata a diventare la peggiore di sempre

Giuseppe Silvestri
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Ancora parole. Sulla ricostruzione post terremoto il governo continua a promettere. A quasi quattro anni dalle prime devastanti scosse del sisma che ha sconvolto il centro Italia e le vite di migliaia di cittadini, oltre a quelle che si è portato via, ormai il post terremoto è diventato solo una battaglia politica, ricca di chiacchiere ma povera di fatti.

Da una parte c'è il centrodestra che punta il dito contro il governo guidato da Giuseppe Conte per la recente bocciatura del pacchetto sisma, dall'altra c'è il commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, che sostiene di aver avuto la rassicurazione proprio dal premier che c'è " la piena disponibilità del governo ad accogliere le norme sul terremoto del Centro Italia condivise con i sindaci e che erano contenute negli emendamenti presentati in Commissione Bilancio e non accettati". Legnini ha incontrato Conte che gli avrebbe garantito di voler "inserire le norme per accelerare la ricostruzione pubblica e privata nel decreto semplificazioni di prossima emanazione. Quelle che invece richiedono una copertura finanziaria, ad esempio per il personale e la proroga dello stato di emergenza, saranno inserite nel decreto che sarà emanato subito dopo l’approvazione del nuovo scostamento di bilancio".

Legnini spiega anche che Conte "ha confermato la disponibilità a incontrare presto, e nuovamente, i sindaci e i cittadini dei territori colpiti dal sisma”. Matteo Salvini contrattacca, sostenendo che più che il commissario della ricostruzione, ormai Legnini fa l'avvocato difensore del governo. Le popolazioni intanto continuano ad aspettare che le parole diventino fatti. Il 24 agosto 2020 alle ore 3.36 saranno trascorsi quattro anni dalla prima scossa della lunga scia sismica che mise in ginocchio un pezzo di centro Italia. La ricostruzione post 2016 ormai si candida a contendere a quella dell'Irpinia 1980 il titolo della peggiore del Dopoguerra.