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Ordinanze per far ripartire sport di contatto e sagre: la Regione Umbria aspetta il governo

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Alessandro Antonini
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Sport di contatto e sagre, l’Umbria non ha ancora riaperto. Altre Regioni, comprese alcune di quelle limitrofe, sì. O comunque hanno emanato provvedimenti per dare il via libera a giorni. Palazzo Donini, pur avendo definito protocolli e linee guida, aspetta. Chi aspetta? Il governo, per evitare di derogare a norme nazionali sulle norme anti Covid. Rinunciando all’autonomia che altri governi hanno esercitato ed esercitano.
Per evitare “fughe in avanti” non sono ancora state firmate le ordinanze per calcetto, judo, karate e pallavolo, da una parte, e le kermesse gastronomiche di pro loco e associazioni cittadine, dall’altra. In questo caso sono state indicate data, il 15 luglio, e modalità, non più di quattro giorni consecutivi. La Regione aspetta il dpcm ministeriale, come è già avvenuto per le riaperture di parrucchieri, centri estetici e altre attività economiche dopo il lockdown.
Sul fronte sport di contatto, 11 regioni hanno già ufficializzato la riapertura. In Sicilia, Puglia e Campania il via è stato ufficializzato dal 6 luglio, in Lombardia dal 10 dello stesso mese. Poi c’è l’ok anche Abruzzo, Veneto, Lazio Toscana, Marche, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Quasi tutte regioni con indice di contagio superiore a quello del cuore verde: con Rt 0,08 l’ultima settimana. Secondo il presidente del Coni, Domenico Ignozza “navighiamo a vista. So in maniera ufficiosa che un provvedimento sta per essere preso, ma non possiamo più aspettare”. 
Andrea Arena, presidente Fijlkam, la federazione di judo, karate lotta e arti marziali, la più numerosa per iscritti (1.500) tra gli sport di contatto, fa sapere che “alcune piccole società a causa di questo lockdown prolungato rischiano di chiudere. Cioè di non riaprire, quando arriverà l’ordinanza”. Il centro Green club di Ellera di Corciano gestisce sei campi di calcetto, è tra i più grandi del genere in Umbria. Dal 7 marzo attività chiusa. Le titolari, Chiara Monacchia e Alessia Limoncini, hanno inviato una mail alla governatrice, Donatella Tesei, per segnalare la necessità di riaprire - in sicurezza - e si sono rivolte agli assessorati allo sport di Regione e Comune, sia al telefono che per iscritto. Senza esito. Solo promesse di provvedimenti imminenti non seguite dai fatti.
Stesso discorso per le 370 sagre che nel 2019 hanno animato l’estate umbra: l’ordinanza è pronta, nei dettagli, c’è anche il via libera dei ristoratori, ma non viene firmata prima del decreto ministeriale. Toscana e Puglia, per dirne due, lo hanno fatto. Molte associazioni e pro loco umbre - che già a giugno prevedevano un calo dell’80% del numero degli eventi - stentano ad organizzarsi in tempo. Già visto con le altre attività economiche e i provvedimenti arrivati l’ultimo giorno utile. Sono state 14 le ordinanze di riapertura in Umbria, sempre firmate in coincidenza o dopo l’emanazione dei Dpcm. Tesei ormai due mesi fa ha provato a presentare un piano di ripartenze anticipate al governo. In (piccola) parte recepito, in parte rinviato al mittente. Si sono attesi di volta il volta o il singolo provvedimento governativo o l’emanazione delle linee guida, quasi sempre arrivate in ritardo rispetto alle esigenze delle attività. Ecco le ordinanze salienti. Il 3 aprile riaperti cartolerie e negozi di giocattoli. Il 23 aprile è stato concesso il taglio di legna per uso personale, il 30 aprile è stato parzialmente riattivato il tpl, l’8 maggio sono state fissate le regole per chi rientrava in Umbria. E ancora: il 17 maggio è stato riattivato commercio, parrucchieri, bar, ristoranti e sport all’aperto, il 19 maggio gli ambulanti, il 22 maggio le attività ricettive extralberghiere e palestre. Il 25 maggio via libera allo spostamento tra comuni limitrofi di regioni confinanti. Dal 3 giugno riaperti centri benessere circoli aree gioco e parchi divertimento, dal 12 giugno cinema e spettacoli dal vivo, dal 15 giugno centri estivi, dal 19 giugno discoteche e cerimonie. Le sagre e gli sport da contatto? Non ancora pervenuti.