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Pd, in Umbria è già corsa alla segreteria con Bori, Presciutti e De Rebotti

Alessandro Antonini
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Segreteria dem, è già corsa a tre. In attesa di ritiri e candidature ufficiali, ecco tre nomi di papabili che, a domanda diretta su una possibile discesa in campo da qui a ottobre, non dicono di no. Ma pongono condizioni che la commissione dei garanti dovrà far rispettare.
Il primo è Tommaso Bori (nella foto), capogruppo in consiglio regionale, candidato in pectore benedetto dalla segreteria nazionale, vicino a Nicola Zingaretti. Bori si candida? “Dipende, non è obbligatorio. Vediamo quali sono le condizioni, in mezzo ad una corrida non mi ci metto”. Bori dice di no a ulteriori scontri interni che rischierebbero di lacerare una volta di più il partito. Poi c’è il sindaco ribelle di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, in rotta l’ultima fase di gestione del partito. Lui si era già fatto avanti prima del Covid. Ritira la candidatura? “Sono a disposizione del partito. Ho preso la mia prima tessera nel 1990 in questi 30 anni di militanza sono stato sempre a disposizione del partito. Ho combattuto le mie battaglie a viso aperto con passione e trasparenza ho vinto e perso ma non ho mai sbattuto la porta continuerò a farlo. Far votare solo gli iscritti, chiudersi in noi stessi proprio oggi che avremmo avuto bisogno di aprirci e delle primarie a mio avviso è un grave errore ma ormai le regole sono queste purtroppo e vanno rispettate”. Non rifiuta a priori una possibile candidatura Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e presidente Anci. Ci sta pensando. Certo il monito di Verini ieri in conferenza stampa sul fatto che il nuovo segretario dovrà pensare a ricostruire il partito, in risposta a una domanda dei cronisti sui doppi ruoli, suona come un mezzo stop. Ma De Rebotti assicura: “Darò il mio contributo in questo partito per cui, malgrado tutto, provo affetto. Un partito che va completamente rifondato”.