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Movida senza mascherine, via l'ordinanza. Il Comune di Perugia: "Difficile applicarla"

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La movida fuori legge la spunta sulle norme. Assembramenti e niente mascherine, nonostante i divieti in essere. Uso del dispositivo di protezione individuale “limitatissimo”, come evidenziato dai controlli del Comune di Perugia. Risultato: è difficile se non impossibile far rispettare l’ordinanza anti Covid in centro storico. Tanto che, se non ci saranno indicazioni sanitarie in senso contrario, il Comune di Perugia non rinnoverà l’ordinanza su assembramenti e dpi. Lo conferma l’esecutivo di Palazzo dei Priori. L'amministrazione comunale sta valutando la possibilità di far decadere l'obbligo delle mascherine per chi staziona in Centro e Fontivegge nei week end. “Dopo continui monitoraggi è stato riscontrato un limitatissimo utilizzo di questi dispositivi. Vista la presenza di assembramenti con migliaia di persone in strada ci sono difficoltà a far rispettare l'ordinanza, comminare sanzioni e imporre l'obbligo caso per caso, da qui l'ipotesi di far decadere l'ordinanza senza rinnovarla, se non saranno indicati ulteriori obblighi da parte delle autorità sanitarie. Questo fine settimana sarà utile per effettuare controlli al fine di prendere una decisione, fermo restando che permarranno rigide verifiche sulla somministrazione di alcol ai minori e sul rispetto degli orari", spiega l'assessore comunale alla sicurezza, Luca Merli. La data di scadenza dell’ordinanza sulle mascherine è  domenica 11 luglio. Le multe previste in caso di infrazione vanno da 400 a mille euro. Ma evidentemente non sono un deterrente sufficiente. Nello stesso atto emesso dal sindaco, Andrea Romizi, si specifica che “fermo restando il divieto di assembramento”, c’è “l’obbligo dell’utilizzo di mascherine e sistemi di protezione delle vie respiratorie in tutti i casi di stazionamento dei fruitori delle aree del centro storico e Fontivegge, dalle ore 17 alle 6 del giorno successivo, nei giorni di venerdì, sabato, domenica, fino all’11 luglio”. Le disposizioni “non si applicano ai bambini di età inferiore ai sei anni, nonché ai soggetti con forme di disabilità e agli accompagnatori”. Nella stessa ordinanza il divieto di assembramento viene considerato “misura sostanziale volta a garantire la fondamentale distanza sociale per ridurre il rischio di contagio”. Una misura che a Perugia non si riesce a far rispettare. Così come l’obbligo delle mascherine. La soluzione? Non rinnovare la norma. Vince la movida, quella fuori legge.