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Umbria, a Foligno via alla movida senza limiti di orario

Susanna Minelli
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“L’ordinanza sugli orari di chiusura anticipati non verrà rinnovata, ma siamo pronti insieme a tutte le parti coinvolte a metterci a tavolino per redigere un regolamento che ponga delle indicazioni sugli orari di apertura che dovranno essere rispettati”. Ad annunciarlo Aldo Amoni, presidente di Confcommercio Foligno che nel corso delle giornate di martedì e mercoledì ha presieduto due importanti incontri: il primo con i commercianti gestori dei locali di somministrazione di alimenti e bevande, il secondo con il sindaco Stefano Zuccarini e l’assessore Michela Giuliani. Incontri risolutivi, visto che come annunciato da Amoni, si è raggiunto un accordo: nessuna limitazione di orari per il momento in attesa che ci si riunisca di nuovo per decidere come sarà opportuno intervenire. “Una regola ci vuole – afferma Amoni - . Anche perché il rischio è quello che per quanto riguarda in particolare i locali della zona movida si possano verificare fatti, negli spazi pubblici antistanti, che possano mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini e per questo potrebbero rimetterci i commercianti del posto. Quindi l’invito agli esercenti, per evitare guai, è quello di non allungare eccessivamente i tempi di apertura, di essere prudenti nella somministrazione e di collaborare in futuro per raggiungere un accordo che possa soddisfare tutte le parti”. Come anticipato da Amoni, i prossimi tavoli che riuniranno associazioni di categoria, commercianti e Comune di Foligno riguarderanno anche “le modalità di somministrazione di bevande e alimenti e tematiche inerenti alla circolazione stradale in centro”. L’ordinanza emanata dal sindaco Stefano Zuccarini sulla limitazione degli orari di chiusura dei locali di somministrazione di alimenti e bevande e l’obbligo di mascherina, per evitare assembramenti e contrastare il contagio da Covid 19 era entrata in vigore il 14 giugno scorso per 15 giorni, fino a lunedì alle 00.30. Secondo quanto regolato dall'ordinanza, dal lunedì al giovedì la cessazione dell’attività era stata fissata alle 24; il venerdì, il sabato e i prefestivi alle 1; la domenica e i festivi alle 00.30. Baristi e ristoratori, ma soprattutto i primi, avevano chiesto una maggiore elasticità per quanto riguarda le chiusure.