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Umbria, tecnico teatrale di Marsciano riceve il bonus da 600 euro. Aveva scritto pure a Mattarella

Massimo Fraolo
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La risposta positiva dell’Inps è arrivata prima di quella di Mattarella: i 600 euro del bonus operatori dello spettacolo gli sono stati finalmente accreditati giovedì 2 luglio. Per Lanfranco Di Mario, tecnico teatrale marscianese, che dopo il respingimento delle richieste di sostegno al reddito per inattività a causa dell’emergenza Covid, aveva scritto una lettera al presidente della Repubblica, è stata una vittoria personale. Ma non solo. L’esito positivo della sua vicenda, sembrata a tratti surreale, potrebbe ora rappresentare una sorta di precedente a beneficio di altri lavoratori che come lui si trovano ad operare sia come dipendenti che come autonomi. Lanfranco, inattivo da febbraio come tanti operatori del settore, non potendo usufruire della cassa integrazione perché titolare di partita Iva, aveva presentato richiesta di bonus all’Inps per ottenere i 600 euro previsti proprio per gli autonomi. Istanza però bocciata. L’esito negativo lo aveva quindi spinto a presentare, questa volta come lavoratore subordinato, la domanda per il bonus per gli operatori dello spettacolo, avendo anche un regolare contratto di lavoro. Ricevendo però un altro no. Una situazione paradossale. Per l’Inps era un dipendente per la prima richiesta e un autonomo per la seconda. E in entrambi i casi queste erano le opposte motivazioni del respingimento. Da lì la lettera al Capo dello Stato, per quella che lui stesso aveva definito “un’ingiustizia sociale”. Ma l’Inps ha battuto sul tempo anche il Quirinale. “Ho ricevuto una telefonata dalla direttrice dell’ufficio di Todi – racconta Di Mario – il giorno dell’uscita dell’articolo sul Corriere dell’Umbria, che mi sento di ringraziare, perché credo che l’esito positivo della vicenda sia da attribuire anche a quella pubblicazione, che ha fatto conoscere la mia situazione. La direttrice dell’Inps è stata gentilissima e disponibile, rassicurandomi sul fatto che avrebbero preso in carico la mia pratica. Per me già quella era stata una soddisfazione, perché in un certo senso mi sentivo di aver portato all’attenzione le istanze di tanti miei colleghi, che come me operano dietro le quinte del mondo dello spettacolo, ma che soprattutto lavorano in una situazione ibrida dal punto di vista contrattuale”. Una risposta in realtà era arrivata anche da Mattarella. “Il suo scritto è alle attenzioni e valutazioni…”. Così aveva replicato alla missiva. “Una soddisfazione anche quella – conclude – perché alla fine sono stato contento soprattutto per il fatto di essere ascoltato, molto di più che per i soldi ottenuti. E mi piace pensare che ora questa possibilità sarà data anche a miei colleghi che ancora aspettano”. E dopo il lieto fine, magari, qualcuno dovrà avvertire proprio il presidente: “il mio problema è stato risolto, ma miei colleghi aspettano ancora”.