Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, turismo in crisi: 8 milioni a fondo perduto dalla Regione

Turisti nelle strade de L'Avana

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

E’ salito fino a 8 milioni e cinquecento mila euro il fondo messo in campo dalla Regione Umbria- Assessorato al Turismo per aiutare il comparto delle strutture ricettive e dei ristoranti, in grande crisi. Non solo quindi bonus regionali per le strutture in cui si può soggiornare per cui era già previsto un fondo di tre milioni e mezzo, ma un ulteriore fondo che funzionerà come una sorta di danno indiretto. Contributi a fondo perduto che ristoratori, albergatori, titolari di bed&breakfast e agriturismi, potranno richiedere solo per il fatto di aver subito delle perdite nei mesi di lockdown. Ad annunciarlo sono il presidente di Federalberghi, Simone Fittuccia e il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni: “Oltre al bonus regionale che permetterà di fare pacchetti vacanza non facendo pagare alcune notti ai turisti, grazie appunto al contributo regionale, ci sarà una quota parte di cui si potrà usufruire a fondo perduto”, spiega Fittuccia. Una notizia, questa dei contributi a fondo perduto che, insieme ai voucher che tardavano ad arrivare, ha fatto dire a Federalberghi di essere “molto fiduciosa per la riuscita della manovra”. A pensarci, a braccetto con l’assessorato di Paola Agabiti, ci penserà la Camera di Commercio. “Il bando - dice Mencaroni - arriverà nei prossimi giorni, e gli addetti ai lavori potranno usufruirne per avere ristoro per ciò che hanno perso. Sarà un bando semplice, senza graduatorie e percentuali, basterà solo aver rispettato le regole”. 
Secondo quanto trapela si tratterebbe di cifre che possono andare dai 2.500 euro alle 30 mila, a seconda della grandezza della struttura.  Federalberghi accoglie con molto i voucher regionali (che sono rivolti ad ogni struttura ricettiva) perché daranno subito liquidità al contrario di quelli nazionali, che invece possono dare a chi li accetta solo credito di imposta. Per questo, sono solo un dieci percento delle strutture umbre ad accettarli. “Tra i nostri associati (370, ndr) - dice Fittuccia - l’adesione è tra il 10 e il 15 per cento”.