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Perugia, ok definitivo a Jazz in August: si farà senza maxi schermi

Francesca Marruco
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Jazz in August si farà. La creatura di Umbria Jazz, messa in piedi sull’onda  della ripresa post Covid 19 ha finalmente incassato l’ok definitivo della Prefettura, tanto che ieri pomeriggio la pagina Facebook ufficiale della kermesse annunciava il ritorno in piazza del jazz per quattro serate, dal 7 al 10 agosto. A far allungare un po’ i tempi, provocando le vibranti proteste del direttore artistico, Carlo Pagnotta, sono stati i timori per la sicurezza in centro storico. Sicurezza in generale per un evento che attira tanta gente, e sicurezza con riferimento specifico all’emergenza Covid che richiede dei distanziamenti fisici tra le persone. Dopo due sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e una del tavolo tecnico in questura, ieri mattina, complice qualche rinuncia e qualche aiuto non preventivavo, in piazza Italia si è trovata più o meno la quadra. Tanto che poche ore dopo è arrivata la nota della Prefettura che parlava dell’incontro convocato per parlare dei “profili di safety e security” di Jazz in August. E, insomma dall’iniziale progetto presentato dalla Fondazione Umbria Jazz, è in corso d’opera qualche aggiustamento. Primo fra tutti quello della rimozione, dallo stesso progetto, dei due maxi-schermi che la Fondazione avrebbe voluto piazzare in piazza della Repubblica e in piazza Matteotti. Il pericolo assembramenti ha portato gli addetti ai lavori a farli cancellare. Il questore avrebbe voluto far fare i concerti al Frontone, ma la Fondazione ha declinato gentilmente la sollecitazione. Per il resto, il progetto che comunque nelle prossime settimane dovrà essere limato, prevede la chiusura di corso Vannucci con steward ai varchi, ne sono stati contati 18 e che tengano d’occhio le persone che entrano. Al momento, secondo un conteggio effettuato, ne sarebbero state previste circa 2 mila. Un secondo anello poi riguarderà chi avrà il biglietto, sono previsti circa 240 posti. E quindi, nonostante il Covid e le rigide norme che regolano ormai la vita di tutti, il jazz prova a ripartire. E con lui una città, che con il Jazz è legata a doppio filo.