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Uccise il rivale in amore, condanna dimezzata

Per l'occultamento di cadavere si procederà con un altro giudizio

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Sedici anni e otto mesi di reclusione per omicidio volontario: poco più della metà dei trent'anni che gli erano stati inflitti nei primi due gradi di giudizio. E' la condanna sancita mercoledì primo luglio, con rito abbreviato, dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze nei confronti del 48enne ucraino Andriy Halan, a cui potrebbe aggiungersi ora quella per l'occultamento del cadavere di Sandro Bellini, il termoidraulico ternano ucciso dall'immigrato nel maggio del 2016. In ogni caso l'eventuale somma delle pene sarà comunque inferiore, probabilmente in maniera significativa, rispetto alla condanna originaria che, pur non dando piena soddisfazione ai congiunti del ternano assassinato per motivi di gelosia, aveva rappresentato per loro un approdo quanto meno accettabile. Di fronte alla Corte fiorentina, la Procura generale ha chiesto una condanna a 17 anni e quattro mesi di reclusione per l'operaio ucraino, arrestato dai carabinieri di Terni al termine di un'indagine che ne aveva accertato le responsabilità in ordine all'omicidio del 53enne ternano, 'reo' di frequentare l'ex compagna di Andriy Halan. La Cassazione aveva annullato la precedente senza d'appello per un difetto di forma.