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Perugia, aggressore col machete già tornato libero

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E’ stato convalidato l’arresto per il 37enne di origine nordafricana che è stato arrestato martedì pomeriggio dalla polizia della questura di Perugia per aver accoltellato un coetaneo di origine nigeriana. All’uomo, difeso dall’avvocato Barbara Romoli, il giudice non ha applicato gli arresti in carcere ma l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sempre ieri, l’uomo ferito a colpi di machete è stato sottoposto a un delicato intervento per ricucire i tessuti e i legamenti della mano che gli erano stati recisi dai fendenti inferti dal rivale. Al 37enne nigeriano, operato dal professor Auro Caraffa, sono stati applicati tantissimi punti di sutura per permettere il recupero dell’uso della mano. La vittima è ancora ricoverata in ortopedia, dove resterà anche nei prossimi giorni. 
Intanto, dopo l’arresto e l’udienza di ieri mattina, proseguono le indagini della squadra mobile e della squadra volante della questura di Perugia che, stanno cercando di ricostruire cosa effettivamente abbia portato quell’uomo a prendere un machete e ferire il coetaneo. Ma, al momento, l’ipotesi più accreditata è che l’aggressione sia maturata nell’ambito dello spaccio di droga: il nordafricano finito in manette è già noto agli uffici di polizia per i suoi precedenti specifici, appunto per spaccio di droga.  Non solo, secondo quanto racconta chi era presente sul posto, e data l’ora in pieno giorno, di persone ce n’erano parecchie, nei pressi del luogo in cui è avvenuta l’aggressione, c’erano anche altri due stranieri, un brasiliano e un albanese - noti agli uffici come assuntori e piccoli spacciatori - che, però, non sono stati coinvolti nell’aggressione.  Ma pochi giorni fa invece era stato proprio con loro che il 37enne nordafricano aveva avuto un altro grosso litigio, che per poco non era degenerato in qualcosa di peggiore, nella zona di piazza del Bacio. E lì, ieri pomeriggio, qualcuno lo ha visto di nuovo in giro che quasi quasi si vantava di essere già uscito dalle camere di sicurezza della questura. L’uomo è conosciuto negli ambienti dello spaccio con la parola araba per dire machete. Il timore è che quello di martedì non sia che un episodio singolo, ma che possano essercene altri, per regolamenti di conti legati al mondo della droga. Un mondo di malviventi più o meno agguerriti che ancora troppo spesso, gravitano nella zona della stazione di Fontivegge.