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Barbara Alberti, il ritorno ad Umbertide dopo due anni: "Il luogo dell'infanzia ispira i miei libri"

Roberto Baldinelli
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Il Covid l’ha costretta a stare lontana dalla sua Umbertide, ma alla prima occasione Barbara Alberti - scrittrice di fama internazionale, opinionista, personaggio televisivo - è tornata al paesello perché “Umbertide è il posto dei ricordi e della mia infanzia anche se adesso di primavere ne ho 77”. Il Coronavirus ha allungato il tempo, ma ad occhio e croce mancava dal borgo natio da un paio d’anni.
Che ricordi ha della sua infanzia a Umbertide?
“Lo ho usato spesso per i miei libri. E' un posto fatto di gente laboriosa, discreta, gentile e ospitale. Ricordo quando da piccola entravo di nascosto con i miei amici nel cinema vicino al bar Giardino e i racconti sulla guerra e sui bombardamenti fatti dai grandi, quando giocavamo sui binari della ferrovia. Mi vengono in mente i periodi passati a scuola dalle suore, dove facevamo teatro. La scuola, la grande religiosità, l'ascolto collettivo della radio prima dell'avvento della televisione. Non dimenticherò mai il culto dell'opera lirica e resta ancora nella mia mente musica fatta da persone che non avevano ricevuto una istruzione scolastica, non sapevano leggere e scrivere, ma leggevano perfettamente un pentagramma. Solo nelle vicinanze della casa dello zio Betto Guardabassi c'erano quattro musicisti”.

 

 


Quali sono i suoi legami con la città?
“La maggior parte dei miei familiari non c’è più. A Umbertide sono rimasti solo alcuni dei miei parenti. E' il luogo della tenerezza e del rimpianto. Per me Umbertide è una specie di presepe, una città a me ormai diventata estranea e allo stesso tempo affascinante. Lo ho spesso utilizzato nei miei libri: gli umbertidesi sono gente laboriosa, che sembra stare sulle sue, ma è ospitale, cordiale e generosa. Ho sempre immaginato Umbertide come la Svizzera, come un paese impenetrabile. Gli abitanti di questa città hanno dato sempre grandi ispirazioni per i miei lavori”.
Che volto ha ora la città secondo lei? Cosa è cambiato da quando ci viveva?
“Da quando ero piccola Umbertide è cambiata completamente. E' un posto dove non ti senti aggredito. La sua bellezza è straordinaria e la percepisci appena passi in auto davanti alla stazione ferroviaria. E' un piccolo paradiso, tenuto bene. La Rocca e la Collegiata sono stupende. Per non parlare della natura, con il Tevere, Monte Acuto e tanto verde e tanti alberi”. 
Quanto si sente ancora umbertidese?
“Ho una forte radice che mi lega a questa terra e la mia anima umbertidese viene fuori in tutto quello che faccio”.