Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, Knitting Cafè di piazza Birago anima il quartiere

Rita Boini
  • a
  • a
  • a

Solidarietà tra persone, aiuti concreti, e l’idea ancora in embrione, ma lanciata, che un’abitudine possa diventare un lavoro per chi ha perso il proprio posto nei giorni tremendi dell’emergenza Covid. 
I componenti del “Knitting cafè” di piazza Birago si sono ritrovati giovedì 25 giugno per la prima volta dopo il blocco imposto dal lockdown. Quasi quattro mesi senza sferruzzare e lavorare all’uncinetto insieme, ma uniti da telefono e chat e compatti più di prima.  Miracolo del fare insieme: nato nel giro di poco tempo (il gruppo di piazza Birago si è formato nel mese di ottobre 2019) il gruppo è quanto mai eterogeneo dal punto di vista dell’età, della composizione sociale, della provenienza geografica ed etnica – si va da gente del quartiere a perugini nativi e d’adozione, compresi stranieri.
E anche del sesso: a muovere ferri da maglia e uncinetti ci sono anche tre uomini. Una decina di persone fisse, altre che vanno e vengono. Si lavora insieme, i più esperti guidano i principianti. Vengono lavorati filati riciclati e anche scarti di lavorazione, ma anche filati particolari: è il caso delle minuscole scarpine di lana destinate ai neonati prematuri del reparto di Neonatologia dell’ospedale di Perugia. 
L’iniziativa si chiama “Cuore di maglia”, in piazza Birago la referente è Laura Bello. All’insegna della solidarietà anche il progetto di cooperazione sull’artigianato che aiuta a distanza gruppi di donne in Martinica, Madagascar e Perù. In questo caso la referente è Colomba Damiani, per l’associazione Tamat. La fucina del Knitting cafè di piazza Birago è “Sud - Osteria popolare” che ospita una volta alla settimana il gruppo ed è al centro di una rete di relazioni umane e sociali all’insegna di fili di lana e cotone: prima di tutto con un altro Knitting cafè, il Ponte solidale di Ponte San Giovanni, cooperativa sociale nata nel 2008 con l’intento di promuovere l’economia solidale, in modo particolare nelle periferie della città. Ma qui, in piazza Birago, il volto che il Knitting cafè è molto vicino alla solidarietà dei vecchi quartieri popolari perugini, quale del resto è: nato nel 1934 su progetto dell’ingegner Carlo Cucchia (1901-1971). Un quartiere funzionale e concepito per favorire l’integrazione e il senso di comunità. Tra uno sferruzzamento e l’altro nascono anche le idee per il quartiere: a lanciare l’ultima Raffaella Sforza, patron di Sud-Osteria popolare: perché non utilizzare la cabina dell’ascensore posto negli anni Settanta – ormai in servibile e forse mai veramente utile – tra i due piani della piazza per farci una galleria d’arte, la più piccola del mondo?