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Perugia, i 50 anni dei volontari del Soccorso dell'Ordine di Malta

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“In periodo di lockdown abbiamo dedicato la maggior parte del nostro tempo alla attività di volontariato che portiamo avanti con tanta passione”. A parlare il Marco Laurenti, il capogruppo di Perugia del del corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, che proprio nei giorni scorsi ha celebrato il suo cinquantesimo anno di attività. Il raggruppamento Umbria - composto dai gruppi di Perugia, Amelia, Assisi e Spoleto, ha voluto festeggiare i 50 anni della costituzione del Cisom e la festività di San Giovanni Battista, patrono del Sacro Militare Ordine di Malta, con una messa presso la Basilica Superiore di Assisi. “In questi mesi appena passati di emergenza Covid - racconta Laurenti - ci siamo messi a disposizione senza limitazioni. Molti di noi neanche lavoravano, e abbiamo dedicato tutte le nostre giornate ad aiutare il prossimo”. I 30 volontari perugini li abbiamo visti tutti affiancati alla protezione civile o ad altre forze dell’ordine, intervenire in ogni tipo di situazione. Dalla visita ai familiari anziani di persone malate di Coronvairus, che quindi erano costrette a stare a casa in isolamento, fino al supporto nelle ore serali per un controllo alla movida perugina dopo le ordinanze del sindaco, passando per il filtraggio degli arrivi al Santa Maria della Misericordia, e il controllo delle distanze di sicurezza in chiesa, sia nel periodo di lockdown, quando si poteva andare solo a pregare singolarmente che adesso a funzioni riprese. “Fin dal primo momento - spiega Laurenti - il Cisom di Perugia ha portato il suo supporto alla popolazione e alle istituzioni, coordinato dal Centro Operativo Comunale, con servizi presso l'ospedale di Perugia, la consegna di pc per la scuola, il servizio informativo in centro storico nei week end, la consegna di farmaci e molto altro. Attività di protezione civile e soccorso sanitario che hanno visto il Cisom di Perugia impegnato ogni singolo giorno”. Quando si era tutti bloccati in casa, “le riunioni in sede sono state sostituite da incontri on line per organizzare al meglio le attività da portare avanti, ma l'operatività e l'impegno non è mai mutato e dietro le mascherine ogni volontario continua con il sorriso a lavorare al servizio del prossimo”. Certo, Laurenti non nasconde che adesso, con la ripresa della maggioranza delle attività lavorative, il tempo disponibile sia un po’ diminuito, ma tutti continuano a farsi in quattro per gli altri, compreso chi, ad esempio, fa turni massacranti in ospedale.