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Perugia, in attesa fuori dal Pronto soccorso che ha di nuovo tanti accessi

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Da una parte le persone appoggiate a terra sul marciapiede, sotto i primi soli cocenti della stagione, che attendono pazientemente l’uscita dei loro familiari dal pronto soccorso di Perugia. Ormai gli accompagnatori - fatti salvi quelli che arrivano con minori e disabili - non possono più entrare per ridurre al minimo la circolazione delle persone nell’ospedale. Dall’altra, appunto, la necessità di mantenere, per questi stessi pazienti, un adeguato livello di sicurezza perché devono entrare al Santa Maria della Misericordia vedendosi garantita la maggior sicurezza possibile per evitare l’infezione da Coronavirus. E infine il dato oggettivo: quello degli accessi al pronto soccorso che sono tornati a salire vertiginosamente fino a raggiungere i livelli pre-Coronavirus, in cui si contavano circa 160 persone al giorno che chiedevano un aiuto al punto di primo soccorso. I numeri di ieri, e anche dei giorni scorsi, sono tornati ad essere questi: 170-180 utenti. Molti dei quali con codici affatto gravi,verdi nella maggior parte dei casi. Pazienti che quindi di vedono scavalcati dai malati che hanno più urgenza. E che aspettano. Ieri una donna aspettava il marito: “Sono qui da sette ore”, ha detto seduta per terra insieme ad altri. Ma nessuna lamentela. “Del resto c’è ancora il Coronavirus, come vogliamo fare?”. Forse, con questi caldi, si potrebbe trovare un luogo per farli accomodare?