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Perugia, Umbria Jazz ancora senza ok: tavolo in questura

Francesca Marruco
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Si deciderà domattina in questura il futuro di Umbria Jazz che non aspetta altro che il via libera da Prefettura e forze dell’ordine per ufficializzare l’edizione speciale post- Covid e, questione niente affatto secondaria, dare conferma agli artisti. Il malcontento per l’ok definitivo che ancora manca è arrivato direttamente dal patron, Carlo Pagnotta, che ieri ha esternato la sua contrarietà direttamente al sindaco, Andrea Romizi. Ma veniamo ai fatti. In prefettura, nel corso di un Comitato per l’ordine e la sicurezza, la proposta tecnica di Umbria Jazz, che viene definito un “progetto molto puntuale”, è stata già analizzata e il Prefetto, Claudio Sgaraglia, sembra aver dato ampia disponibilità ad accoglierla. Ma c’è un “ma”. Ed è quello relativo allo spazio circostante rispetto alla zona dei concerti in piazza VI Novembre. Inevitabilmente infatti, come sempre accade, eventi legati a Umbria jazz sono catalizzatori ineguagliabili per attirare persone in centro storico o a ridosso delle esibizioni e quindi, la preoccupazione non è tanto per chi entrerà nello spazio transennato, ma per chi ne resterà fuori. Il progetto presentato da Umbria Jazz, ad ogni modo, è il seguente: palco in piazza VI Novembre con 240 posti a sedere intervallati da tavoli e comunque studiati per mantenere il distanziamento imposto dal Covid. Lo spazio sarebbe transennato con ingresso da via Fani. Per dare la possibilità anche ad altre persone di seguire i concerti - ne sono stati previsti due il 7 agosto e tre nelle serate 8,9,10 e 11 - l’organizzazione ha previsto maxi schermi in piazza della Repubblica e piazza Matteotti, in questo secondo caso l’intenzione è di piazzarlo in modo che si possa vedere anche da via Mazzini. Inoltre l’idea è anche quella di far trasmettere i concerti a tutti i locali del centro che vorranno farlo. Insomma, tutto il possibile per coinvolgere quanti più amanti della musica. Ma qui nasce - anzi si ripete - il problema: se poi diventassero troppi? Se si creassero assembramenti fuori dallo spazio transennato di Umbria Jazz?La gestione dell’ordine pubblico in occasione della kermesse non è certo cosa nuova per i questori di Perugia. Basta tornare alla circolare Gabrielli, quella che imponeva una distanza minima tra le persone dopo i fatti tragici di Torino. Anche in quei casi il problema era “il fuori”. Ora cambia la motivazione. La stima è che in corso Vannucci non possano starci più di 900 persone. E’ nata qui la necessità di un approfondimento che, per forza di cose deve passare per la questura e la gestione dell’ordine pubblico.