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Coronavirus, Texas fa dietrofront e richiude i locali: troppi contagi

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 Il governatore del Texas Greg Abbott ha annunciato che i locali saranno nuovamente chiusi, a causa dell’aumento del numero di contagi del Coronavirus, e che la capacità dei ristoranti sarà abbassata al 50%. Abbott giorni fa si era dimostrato attendista e poco propenso a imporre nuove severe restrizioni, parlando di «misura estrema».

«A questo punto è chiaro che l’aumento dei casi è in gran parte causato da alcuni tipi di attività, tra cui i locali dove i texani si ritrovano», ha dichiarato pubblicando un ordine esecutivo, citato dai media. «La nostra missione è contenere velocemente il virus e proteggere la salute pubblica», ha aggiunto. La sua decisione sulla chiusura potrebbe spingere altri Stati a fare lo stesso, mentre negli Usa si è registrato un nuovo aumento di contagi confermati, che giovedì hanno toccato il picco di 40mila in un giorno.

 Mentre l’aumento è largamente spiegato all’aumento dei test, gli esperti sottolineano che ci sono solidi elementi per ritenere che il virus stia tornando, tra cui ospitalizzazioni e aumento dei decessi, soprattutto a sud e ovest. Arizona, 
Texas e Florida sono tra gli Stati più colpiti. Il precedente record risaliva al 24 aprile con 36.400, secondo i conteggi della Johns Hopkins University. I decessi negli Usa sono circa 600 al giorno, meno della media di 2mila di metà aprile. In totale negli Stati Uniti sono morte 124mila persone per il Covid-19, mentre 2,4 milioni sono stati contagiati, secondo la Johns Hopkins University.