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Perugia, stupratore seriale: "Ammetto tutto, vorrei essere perdonato"

Francesca Marruco
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“In quei momenti, almeno all’inizio dei rapporti, ritenevo che le giovani fossero consenzienti. In entrambe le occasioni avevo bevuto e probabilmente avevo assunto anche dello stupefacente, per cui ritengo che avevo una percezione della realtà non corretta”. Inizia così, la descrizione degli stupri che Fernando Polzoni, il 19enne in carcere con sette capi di imputazione relativi a 4 violenze sessuali nei confronti di ragazzine minori, ha reso giovedì al procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini. Il giovane, assistito dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Rondoni, ha aggiunto: “Quando ho compreso che le due giovani non erano d’accordo nella pratica sessuale, ho comunque continuato forse perché preso dall’euforia del momento e comunque non so cosa mi fosse accaduto”. Polzoni, che davanti al gip, Angela Avila, si era rifiutato di rispondere alle domande, ha ammesso tutto e ha detto di essere “molto dispiaciuto per quanto avvenuto”. “I comportamenti che mi si contestano - sta scritto a verbale - sono frutto dell’abuso di alcol e stupefacente e avendo riflettuto in questi giorni su ciò, sono veramente pentito”. Il ragazzo ha poi parlato del “periodo difficile”che ha sempre vissuto in ambito familiare fin da quando il padre biologico lo aveva abbandonato all’età di sei anni. E poi, tanta parte del confronto con il magistrato che aveva chiesto il suo arresto all’indomani dello stupro avvenuto in centro il 10 giugno scorso, è dedicato all’analisi del rapporto con la mamma. Una conoscente di Polzoni, presso cui lo stesso ha vissuto, infatti aveva riferito di suoi comportamenti violenti nei confronti della donna, ma al procuratore, il 19enne ha detto che le incomprensioni con la madre non andavano oltre le questioni domestiche e non c’è stata alcuna violenza. Polzoni, che lavorava come lavapiatti in una pizzeria di Bastia Umbra, tra l’altro ha spiegato che ultimamente viveva con la nonna materna. “Dichiaro di essere molto pentito - è scritto una seconda volta a verbale - e vorrei che venissi perdonato. Mi impegno a non ripetere più quanto accaduto”