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Rischio stop per l'aeroporto di Perugia dopo il Covid, servono nuovi voli e fondi pubblici

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La prosecuzione dell’attività dell’aeroporto di Perugia non è scontata. C’è il rischio stop, soprattutto dopo
l’emergenza Covid. E’ scritto nell’ultimo bilancio (negativo) della società di gestione, la Sase. Nel frattempo i
soci che fanno? Prendono tempo sul rinnovo del cda: “vanno ancora valutati i curricula”, è stato detto
nell’assemblea di lunedì. Aggiornamento a fine luglio. Pensare che il consiglio di amministrazione è scaduto
a giugno 2019 ed era stato prorogato di un anno per “portare a compimento importanti dossier per lo
sviluppo dello scalo”. Risultato: i voli ad oggi sono ripresi solo in parte e i lavori per l’accademia dei piloti -
annunciati l’anno scorso per il corrente mese - sono di là da venire. Ma c’è stato il Covid, di mezzo. Va
detto. Fatto sta: il collegio sindacale di Sase ha messo nero su bianco che le prospettive di “continuità
aziendale” sono “necessariamente legate” a quattro variabili, non indipendenti: “il supporto finanziario
della compagine societaria e delle istituzioni locali, gli incassi dei crediti in contenzioso (su tutti FlyVolare,
con i 250 mila euro in ballo, ndr), la ripresa dei voli post Covid (ancora attesa) e la realizzazione del piano
degli investimenti”, scrivono i revisori Anna Maria Sorrentino, Sandro Paiano e Marcella Galvani. C’è di più:
la relazione della società esterna di revisione Ria Grant Thorton riporta parere positivo ma “con richiamo di
informativa sulla continuità aziendale, sulle passività potenziali per contenziosi in essere e sugli eventi
successivi”. Il cda ha predisposto la relazione sulla gestione “non usufruendo dell’esonero per i bilanci in
forma abbreviata” e la società di revisione “non ha espresso, tuttavia, il giudizio di coerenza sul
documento”. Servono garanzie sulla prosecuzione delle attività. Il bilancio chiude con una perdita di
215.647 euro che sono stati coperti per 213.192 con la riserva straordinaria e per 2.455 euro grazie
all’utilizzo parziale della riserva legale. Non c’è virus che regga: l’atto è relativo al 2019. Il Covid ha inciso
dopo: gli amministratori hanno evidenziato le consenguenze dell’emergenza “sulle prospettive economiche
e finanziare della società, rilevando che i presumibili impatti della pandemia, seppur significativi, non sono
puntualmente stimabili e saranno oggetto di monitoraggio”. Lo stesso organo di amministrazione ha tenuto
a precisare che, nonostante il calo complessivo dei passeggeri rispetto al 2018, “da novembre 2019 a
febbraio 2020 l’aeroporto di Perugia ha registrato una crescita mensile del 45,7% e un incremento dei voli
del 50%”. Era proprio l’aumento dei voli, dopo anni di cancellazioni e annunci a vuoto, l’obiettivo della
proroga del cda. Milano-Linate è partito, ora però è fermo per lavori nella struttura scaligera. “Per
riattivarlo, servono dai due ai quattro milioni”, fa sapere Gabriele Giottoli, assessore comunale allo sviluppo
economico che ha partecipato all’assemblea dei soci in quota Palazzo dei Priori. L’altro obiettivo era la
scuola di volo. Lavori annunciati per il giugno 2020. Ad oggi, a parte progetto e variante al prg approvati,
non sono avviati. Enac fa sapere che “il protocollo è stato firmato e l’Enac ha approvato il progetto
preliminare. Sono in corso le procedure di conformità urbanistica e i compatibilità ambientale”. Siamo ai
preliminari. Occorre quantomeno accelerare. In tutto questo è stato rinviato il rinnovo del cda, che significa
proroga “per valutare i curricula presentati”, conferma Giottoli. La strategia resta quella dello scorso anno:
prendere tempo. Tanto ci sono gli enti locali che pagano. Ma col Covid e i contenziosi, potrebbe non
bastare. La Camera di Commercio (che con Sviluppumbria, agenzia della Regione, ha il 70% delle quote
Dase) è stata costretta a ridurre da 1,1 milioni a 750 mila euro il contributo annuale. Si profila una ulteriore
stretta. Che stride con la sottolineatura dei revisori: serve il sostegno degli enti pubblici. Così la continuità
aziendale dello scalo perde quota.