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Perugia, Tari: mancano tre milioni

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Tassa sui rifiuti, mancano all’appello tre milioni di euro. Con lo slittamento del pagamento della prima rata dal 3 aprile al 3 giugno, Palazzo dei Priori è riuscito a recuperare solo in parte i soldi della Tari. 
Pesa l’emergenza Covid, con molte imprese chiuse che non hanno le risorse per pagare la tassa. Di 12,5 milioni di euro dovuti per la prima rata ne sono stati incassati 9,5 (dato al 22 giugno), fa sapere l’ufficio Tari della Gesenu.  Sono tre le rate da versare, per un importo complessivo di 12,5 milioni l’una. Sono l’84% della tariffa totale annuale. Il resto sarà conguagliato a fine anno sulla base della nuova tariffazione deliberata da Arera, l’Autorità nazionale del settore. La seconda rata per la Tari a Perugia è fissata per il 3 luglio prossimo.  Una vicinanza di date - rispetto al 3 giugno - che non fa ben sperare per la seconda tranche. L’ufficio Gesenu rileva però che lo slittamento di due mesi ha permesso comunque di raggiungere poco più del 75% della cifra complessiva della prima rata, 9,5 milioni su 12,5. L’anno scorso ad aprile aveva pagato il 66%. E non c’è stato il Covid. Ieri pomeriggio in giunta comunale sono stati approvati gli atti propedeutici all’approvazione del bilancio consuntivo. Ossia il regolamento dell’Imu e dei tributi propri dell’ente. Il criterio scelto è quello della dilazione: viene concesso un maggiore ricorso alle rateizzazioni, con una suddivisione per fasce di utenti. L’imposta sulla seconda casa viene comunque valutata in netta riduzione di gettito. Il bilancio deve fare i conti anche con le minori entrate dagli affitti dei locali del Comune, causa lockdown, e per le analoghe contrazioni degli incassi per quanto riguarda i trasporti scolastici e le mense.