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Bankitalia gela l'Umbria: economia affossata dal virus

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Lo tsunami economico provocato dal Covid 19 si è abbattuto su un’economia, quella umbra, già particolarmente debole. Nel 2019 infatti, il Pil era cresciuto dello 0,5 %. Il dato è emerso, tra gli altri, stamattina nel corso della conferenza stampa annuale di Banca d’Italia in cui è stata presentata la relazione sull’economia regionale. La direttrice della filiale, Miriam Sartini, ha parlato di “crisi senza precedenti con conseguenze inedite, uno scenario che pone notevoli sfide e che deve essere affrontato con tempestività e concretezza mediante l’utilizzo delle risorse europee”. 
A partire dall’ultima settimana di marzo, si legge nel rapporto, l’attività economica regionale ha subito pesanti ripercussioni per via delle misure di sospensione nei settori non essenziali: la quota di valore aggiunto delle attività sospese in Umbria è pari a quasi il 28 per cento del totale, in linea con la media italiana. Tale quota si è ridotta all’otto per cento circa in seguito alle riaperture di inizio maggio. Gli operatori si attendono che il recupero dell’attività nella seconda parte dell’anno sarà molto parziale. E intanto si è calcolato un meno 18,5 per cento nel fatturato delle industrie e un meno 52,9 per cento nelle assunzioni.