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Trasporto scolastico, uno studente su due rischia di rimanere a piedi

L'amministrazione comunale di Perugia sta monitorando la situazione e studiando eventuali soluzioni

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Riaperture scuole settembre, si apre il caso dei trasporti pubblici per gli studenti. A oggi, a Perugia, solo un ragazzo su due avrebbe il bus garantito. L’amministrazione comunale sta monitorando la situazione e studiando eventuali soluzioni. I dati sono stati analizzati nel corso dell’ultima seduta della terza commissione consiliare.  Il problema è che attualmente la capacità di riempimento dei mezzi pubblici, a causa delle regole imposte dall’emergenza sanitaria per il distanziamento sociale, è di fatto decimata, visto che sia gli autobus extraurbani (normalmente in grado di portare 54-56 persone) sia quelli urbani (con potenzialità di 80-85 persone) oggi sono agibili per massimo 14 persone, con prospettiva di aumento al 50% delle potenzialità a settembre. Questo crea problemi importanti: qualora a settembre la richiesta dell’utenza tornasse ad essere massima, si renderebbe necessario raddoppiare mezzi e quindi spese del trasporto pubblico passando da 13 a 26 milioni di euro, cifra insostenibile per Comune e Regione. Quindi di fronte vi è un bivio: o l’emergenza sanitaria da qui a settembre cessa, oppure il trasporto pubblico sarà in grado di supportare un’offerta ridotta del 50% rispetto al consueto. A questo proposito, proprio la terza commissione consiliare ha approvato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione comunale a predisporre un piano per la mobilità scolastica 2020-21 per contenere il numero degli spostamenti attraverso l’uso dell’auto privata, favorendo misure concrete e di semplice attuazione come il piedibus, le corse scolastiche dedicate, l’istituzione di strade scolastiche con limitazioni temporanee di traffico veicolare e, ancora, l’istituzioni di percorsi protetti casa-scuola nelle aree territoriali maggiormente idonee.