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Raddoppio ferroviario Spoleto-Campello sul Clitunno, la fine dei lavori slitta al 2022

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Ventuno anni per terminare un tratto di appena 9.8 chilometri: ecco cosa è successo

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Il raddoppio ferroviario Spoleto-Campello sul Clitunno slitta a fine 2022. Ventuno anni di lavori su un tratto di appena 9.8 chilometri, un incredibile paradosso se si pensa che Umbria e Marche stanno spingendo per i finanziamenti della mini tav da tre miliardi. 
L’intervento, in realtà, si sarebbe dovuto concludere nel 2006, ma il fallimento nell’aprile 2003 della prima Coop affidataria dei lavori e, poi, la revoca dell’appalto datata settembre 2009 hanno fatto lievitare all’inverosimile tempi e costi. I lavori sono stati nuovamente appaltati nel 2011 all’Ati Tecnis spa. Ma nel 2016, a seguito dell’interdittiva antimafia nei confronti della ditta, si è proceduti alla risoluzione del contratto. Per questo Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha deciso di seguire direttamente i lavori per spostare l’attuale esercizio a singolo binario sulla nuova sede. Un intervento che è in fase di completamento e che si prevede di attivare a fine anno. Intanto è in fase di chiusura la gara relativa al completamento delle opere civili mentre ne verrà indetta un’altra per gli impianti strettamente ferroviari, armamento e trazione elettrica. E i tempi si allungano.