Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, Cantone è il nuovo capo della Procura

  • a
  • a
  • a

E’ Raffaele Cantone il nuovo capo della Procura di Perugia. Alla fine, con 12 voti contro gli 8 che sono andati all’aggiunto di Salerno, Luca Masini, sarà l’ex presidente dell’Anac a dirigere lo strategico ufficio giudiziario che è competente sui magistrati romani e che adesso ha per le mani l’inchiesta che ha sconquassato il Csm. La sua elezione è stata accompagnata da pesanti polemiche: il plenum del Csm infatti si è completamente spaccato. Per l'ex presidente Anac hanno votato le toghe progressiste di Area e i laici di tutte le aree politiche. Per Masini si sono espressi i gruppi di MI, Autonomia&Indipendenza e il togato indipendente Nino Di Matteo. Quattro gli astenuti: il primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, i togati di Unità per la Costituzione, la corrente di Palamara. Cantone - che a Perugia prende il posto di Luigi De Ficchy - in magistratura dal 1991, ha trascorso diversi anni alla Procura di Napoli, mettendo a segno indagini contro la camorra e il clan dei Casalesi. Dal 2007 è passato in Cassazione, dove è rientrato nello scorso ottobre dopo i 5 anni trascorsi fuori ruolo per l'incarico di presidente dell'Anac. Ieri le critiche sono state roventi: “Ritengo che non sia opportuno che Cantone vada a dirigere proprio la Procura competente su ipotesi di reato commesse dai colleghi che lavorano negli Uffici di Roma e che possono investire procedimenti che a vario titolo riguardano i rapporti tra magistrati e politici vicini o appartenenti alla stessa compagine politica decisiva per la nomina all'Anac”, ha detto Nino Di Matteo. Ancor più duro Pier Camillo Davigo: “Credo fermamente nella separazione dei poteri e far discendere una prevalenza del candidato dalla guida dell'Anac, assimilando tale attività a quella dell'attività giudiziaria mi sembra allarmante. È un grave errore confondere le due funzioni”, ha sottolineato. Con la riforma del Csm, a cui sta lavorando Bonafede, Cantone non avrebbe potuto ricoprire il ruolo di procuratore capo a Perugia. Una delle norme previste vieta per due anni, infatti, a un magistrato che è stato fuori ruolo di candidarsi a incarichi direttivi. Mario Suriano di Area ha invece sostenuto: “E’ vero che si fa il nome di Cantone per tutto, ma lo si fa perché dà totale garanzia di autonomia e indipendenza. Capisco le criticità ma occorre applicare il testo unico e con la sua nomina lo stiamo facendo”. Il laico di FI, Alessio Lanzi, ha detto: “I fatti ci dicono che Cantone è un gigante. Nulla è stato detto sui suoi eventuali demeriti. Solo formalismi, burocratismi, interpretazioni suggestive che hanno cercato di screditarlo per questo ruolo. Oggi servono personaggi forti credibili e reali, al di là di cavilli e formalismi, perché i cittadini vogliono risposte chiare che diano fiducia”. Dall’Umbria, un coro di congratulazioni, a partire dalla presidente della Regione, Donatella Tesei e dal presidente dell’assemblea legislativa, Marco Squarta.