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Perugia, un alveare di 20 mila api nella parete

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All’interno delle pareti di un ufficio dei carabinieri del Noe, c’era un intero alveare con oltre 20mila api. Per recuperarle sono entrati in azione degli apicoltori specializzati. Il tutto è accaduto lunedì mattina: i militari del Noe e il personale dell’Arpa hanno sentito il classico “ronzio” dello sbatter d’ali delle api e si sono resi conto che all’esterno della struttura c’erano alcuni fori esistenti e in una della travi di acciaio posta c’era un “via vai” di api da miele. Per questo sono intervenuti gli apicoltori specializzati della famiglia Sforna di Perugia, iscritti nella lista recupero sciami. Dopo avere eseguito un sopralluogo e avere individuato l’alveare proprio negli uffici del Noe, è stato realizzato un ampio foro nella parete in cartongesso, riuscendo così a recuperare integralmente i sei “favi” che costituivano l’alveare, di recente realizzazione, composto da circa 20mila api con tanto di “ape regina” intenta a gestire le complesse attività. L’esperto apicoltore che ha proceduto al recupero - che durante le operazioni ha constatato la bontà e la docilità delle api - dopo aver riposto i favi all’interno di due arnie provvisorie, le ha portate presso la propria azienda, dove - dopo un periodo di “quarantena” finalizzato a verificare lo stato di salute - saranno trasferite in un’arnia definitiva per fargli riprendere l’attività.