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Esplode la protesta a Caicocciper rivendicare l'uso della terrae l'abitazione dei vecchi casali

Circa un centinaio di persone, confluite nel “Comitato Caicocci Terra Sociale” hanno manifestato questa mattina pacificamente ma con determinazione all'interno della tenuta

Claudio Bianconi
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La terra a chi non ha lavoro, i casali a chi non ha dove abitare magari per sfratto incolpevole. Circa un centinaio di persone, confluite nel “Comitato  Caicocci Terra Sociale” hanno manifestato questa mattina pacificamente ma con determinazione  all'interno della Tenuta di Caicocci (strada provinciale 142 da Castel Rigone a Umbertide) di proprietà della Regione, 190 ettari di bosco, pascoli e campi coltivabili oltre a 12 casali, tutti abitabili, ormai in preda al degrado dopo l'ingiunzione di sfratto del novembre 2012 alla società “I casali” che la gestiva.  Nel Comitato sono confluite diverse associazioni (Terra Fuori Mercato, Colibrì, Legambiente, Slowfood, Genuino Clandestino,  Panta Rei, Ecodem) e molti cittadini per rivendicare il diritto all'utilizzo sociale della terra e degli edifici di proprietà pubblica. Si chiede di poter far rivivere quella meravigliosa tenuta, iniziando subito da una guardiania sociale per evitare che quel prezioso patrimonio pubblico  venga assalito e depredato da ladri senza scrupoli