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Valnestore, in duecento chiedono la verità

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Quasi 200 persone hanno preso parte sabato 16 luglio alla cena sociale organizzata dal comitato “Soltanto la salute”. Un modo per sostenere l'attività del gruppo che si sta organizzando per effettuare privatamente analisi sul territorio oggetto dell'inchiesta, che riguarda l'interramento di cenere e di rifiuti, ma anche per seguire l'intervento di Carlo Romagnoli referente Isde (acronimo inglese che sta per associazione internazionale dei medici per l'ambiente) dell'Umbria che il 25 febbraio scorso ha relazionato davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sugli ecoreati. “L'influenza dell'ambiente sulla salute è scientificamente dimostrata - ha esordito Romagnoli - e non bisogna attendere che muoiano tante persone per intervenire. Qui in Umbria, cuore verde, ci sono molte vertenze presenti dal ternano a Borgo Giglione fino qui in Valnestore. (Leggi anche Terre mai censite). Qui ci sono gli esposti e questo significa che voi vivete sulla vostra pelle i danni ambientali. Ma va detto subito che bonificare è molto difficile, e nel lasciare ai nostri figli il territorio come lo abbiamo trovato abbiamo già fallito. Il nostro compito è quello di fare in modo che gli esposti, in quel confronto impari che li vede svantaggiati verso i soggetti produttori di rischio, siano precisi e supportati, per poter così spingere e fare pressione, affinché quell'equilibrio venga ripristinato”. Poi Romagnoli è passato alla disamina delle criticità del territorio “perchè la prima cosa da fare - ha spiegato - non è contare i morti ma contare i rischi” e i rischi nella Valle riguardano la presenza antica dei giacimenti e dell'estrazione della lignite, la combustione del carbone, della lignite e di altri materiali nel camino della centrale e non da ultimo le ceneri. Queste, ha spiegato, contengono metalli pesanti che possono essere rilasciati e qui l'università di Perugia ha già certificato la presenza del cromo”. E sull'incidenza di tumori, “dal report del professor Stracci (registro umbro dei tumori, ndr) si evince che se i dati che riguardano la popolazione maschile possono considerarsi non critici, lo stesso non vale per le donne - ancora Romagnoli - c'è un'evidenza da segnalare e indagare. Quella che riguarda patologie ematologiche nelle donne”. E mostra una slide dove il cerchio sulla frazione di Colle San Paolo è rosso scuro. “Ci sono qui 35 casi, sui 20 attesi da statistica dal 2003 al 2011 e questo tipo di malattie (leucemie, linfomi, mielomi, sarcomi) sono spesso riferibili all'esposizione alla radioattività e ai prodotti di combustione o ai pesticidi”. (Leggi anche i Malati di cancro sono troppi). Poi Romagnoli conclude: “Questo territorio è stato devastato per una scelta. Qualcuno ha deciso che le ceneri venissero qui e non altrove”. Dopo di lui hanno preso la parola Sauro Presenzini del Wwf Umbria che ha chiesto al pubblico di alzare una mano qualora avesse un malato in famiglia o fosse malato lui stesso (ottenendo un risultato scontato considerato che il comitato è composto principalmente da malati o loro familiari) e la carrellata degli esponenti del Movimento 5 Stelle presenti (l'onorevole Tiziana Ciprini, i consiglieri regionali Liberati e Carbonari). “Stiamo seguendo la questione passo passo in tutte le sedi - spiega Ciprini - i cittadini si rivolgano a noi, li ascolteremo”. Liberati punta all'aspetto economico: “Dobbiamo chiedere i denari per il risarcimento dei danni provocati, a chi ce l'ha e ha chi ha responsabilità , perché tutti devono essere risarciti”. Conclusioni del sindaco, di Panicale Giulio Cherubini, “la nostra comunità non ha elementi di divisione sociale. Il comitato non è in contrapposizione perché tutti abbiamo lo stesso scopo: tutelare la nostra salute. Sabato mattina l'onorevole Verini ha incontrato il comitato e lanciato una proposta, quella di un'indagine da parte della commissione sugli ecoreati alla quale tutte le forze politiche possono contribuire. E se ci saranno risarcimenti da chiedere questi verranno chiesti da un'intera comunità”.