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Valnestore, il giallo dei fondi

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Mettete in fila il flop della Valnestore sviluppo, della Trafomec, del vivaio, del museo. E' il flop di quasi tutta della Valnestore negli ultimi decenni, nonostante i soldi pubblici e quelli Enel arrivati a più riprese nel territorio. Quanto emerso nella nostra inchiesta sul fronte economico-sociale incrocia inesorabilmente la vicenda ambientale e della salute. Tutto si tiene. Ora si desta la politica (in particolare di opposizione) che pretende di sapere dove sono finiti i soldi. (Leggi anche Cittadini e Comune: "Vogliamo tutta la verità). In particolare il capogruppo FdI in Regione Marco Squarta chiede alla giunta Marini "chiarimenti urgenti" sulle somme utilizzate da "Valnestore sviluppo per la realizzazione del museo paleontologico di Pietrafitta". Attraverso un'interrogazione il consigliere vuol sapere se Palazzo Donini "intende avviare una verifica sul corretto impiego dei fondi destinati alla realizzazione del museo dei fossili che sarebbe costata circa sei milioni di euro, di cui 3milioni 100mila erogati direttamente dalla Regione Umbria". Squarta spiega che il museo è stato inaugurato "a luglio 2011 e, dopo essere rimasto aperto per brevi periodi, è stato definitivamente chiuso nell'estate 2015, mentre la Valnestore sviluppo è stata messa in liquidazione per la gestione fallimentare che avrebbe determinato pesanti perdite di bilancio insieme ad un'esposizione bancaria di 2milioni 500mila euro". Con la sua interrogazione, il capogruppo regionale di FdI chiede quindi di conoscere "l'effettivo e corretto impiego, da parte di Valnestore sviluppo, sia dei finanziamenti regionali che delle quote di cofinanziamento a carico della società, presupposto fondamentale per accedere ai finanziamenti ottenuti", ma anche "l'ammontare dei fondi Enel gestiti dalla società e dai Comuni di Piegaro e Panicale". L'obiettivo è "fare piena luce sulle risorse che 'a qualsiasi titolo' sono state assegnate dalla Regione" e verificare se "le perdite di 'Valnestore sviluppo' siano state ripianate con i fondi Enel. In caso affermativo chiedo di conoscere a quanto ammontano le cifre che sarebbero state utilizzate per ripianare le perdite anziché per interventi di valorizzazione del territorio. Sono stati spesi circa sei milioni di euro - conclude Squarta - per una struttura museale che doveva costare cinque miliardi di vecchie lire e che dopo quattro anni è stata chiusa. E ad oggi non vi è alcuna prospettiva di attività futura". Andrea Liberati, presidente del gruppo consiliare del M5S in consiglio, lo scorso 16 giugno aveva chiesto un accesso atti sulla srl Valnestore sviluppo, ma senza esito. In particolare Liberati vuol venire in possesso di "una copia dell'atto costitutivo della società Valnestore sviluppo con relativi allegati: copie deliberazioni dei soci fondatori (Comune di Piegaro, Comune di Panicale, Provincia di Perugia e Comunità montana Monti del Trasimeno)". (Leggi anche Ceneri fuori dalle discariche autorizzate) E ancora, di "nominativi e qualifica dei componenti del consiglio di amministrazione della società nel corso degli anni e copia di tutti gli atti (notarili e non) con i quali la società Valnestore, nel corso degli anni, ha erogato contributi e finanziamenti di qualsiasi natura a enti e società, sia pubbliche sia private e partecipate, sia direttamente che indirettamente". Non finisce qui: mel documento di accesso alla documentazione si chiedono "copie degli atti relativi ai finanziamenti e prestiti della società Valnestore, di qualsiasi natura, concessi nel corso degli anni alla società Trafomec; copia degli atti di indirizzo emanati nel corso degli anni dai soci fondatori della Valnestore sviluppo". Non da ultimo Liberati ha chiesto "copia degli atti concernenti tutti i finanziamenti ricevuti, sotto qualsiasi forma, da enti pubblici e privati, nel corso degli anni a favore della società Valnestore". A distanza di più di venti giorni non è stata data alcuna risposta.