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Agricoltori del Trasimeno a raccolta per rilanciare il territorio

Alice Guerrini
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Il tempo passa ma le necessità degli agricoltori non sono cambiate. E l'incontro che si è svolto a Castiglione del Lago, alla presenza dell'assessore regionale Fernanda Cecchini, è stato proprio l'occasione per riproporle al completo. Gli agricoltori e i rappresentanti delle associazioni di categoria presenti si sono confrontati in un dibattito aperto con l'assessore regionale che alla presenza del sindaco Sergio Batino e del vice Romeo Pippi, si è resa disponibile a rispondere a diversi quesiti. Un incontro in cui si è parlato di Psr giudicato positivamente dal primo cittadino perché mette a disposizione diverse opportunità e numerose risorse: “In passato – ha detto Batino - non sempre siamo stati bravi a portarle al Trasimeno. E' quindi importante promuovere idee che si trasformino in progetti per questo territorio”. Un lavoro quindi di valorizzazione delle eccellenze che unisca le imprese nel segno dell'innovazione con uno sguardo rivolto al futuro del territorio. A elencare le richieste degli agricoltori “lacustri” sono stati in particolare il presidente di Coldiretti, Fabrizio Soro e la presidente Tiezzi della Cia (Confederazione italiana agricoltori dell'Umbria) sezione Trasimeno che tra le altre cose, ha parlato della necessità di individuare produzioni di alta qualità e implementare nuovi canali di commercializzazione, di una costante presenza delle istituzioni e della salvaguardia delle tipicità. Un lungo elenco in cui ha trovato posto la richiesta di terminare al più presto il sistema di adduzione, fino ad arrivare all'immancabile punto relativo alla lotta alla fauna selvatica. Delucidazioni sono poi state chieste in merito al Piano di tutela delle acque, intervento che si è concluso dichiarando la volontà degli agricoltori di collaborare con le istituzioni: “Perché l'imprenditore fa ogni giorno la sua parte – ha detto la presidente - ma ha necessità di supporto e di norme chiare”. L'assessore Cecchini con la disponibilità che la contraddistingue ha quindi risposto a tutti i punti spiegando come l'Umbria sia “tra le prime cinque regioni italiane che hanno visto approvare il Piano di sviluppo rurale e credo la prima che abbia aperto i bandi penso a quelli relativi agli investimenti per le imprese, per la trasformazione, per l'agroambiente, per i giovani che vogliono fare il primo insediamento, per il benessere animale”.