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Lavoro e servizi, la Cgil del Trasimeno lancia l'allarme

Mauro Moriconi, responsabile Cgil del Trasimeno

Alice Guerrini
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“L'area del Trasimeno si trova da anni in una situazione di marginalità e deve uscirne per risollevare le sorti della propria economia”. Sono le parole di Mauro Moriconi, responsabile Cgil del Trasimeno che per il sistema produttivo del lago, traccia un bilancio a tinte fosche. “C'è una crisi generale, ma il Trasimeno soffre di una condizione di difficoltà propria che si evidenzia nel settore industriale, vedi per esempio la Valnestore; in quello edilizio e nel commercio nell'area di Magione. C'è poi una crisi che riguarda le infrastrutture per esempio da anni si parla, senza risultati, della variante della 71 a Castiglione del Lago”. Un contesto di generale difficoltà “a cui si aggiunge - come spiega Moriconi – anche una condizione drammatica dei manti stradali e una situazione di ritardo dal punto di vista della sanità e del Welfare, il tutto legato a una mancanza di risorse che per il Trasimeno sembrano sempre poco disponibili”. Moriconi passa poi a parlare dei Comuni che “sono sempre in maggiore difficoltà in virtù del fatto che il Governo Renzi, in piena continuità con i precedenti, ha optato per una riduzione consistente del Welfare”. Ma secondo Moriconi si deve fare di più per difendere l'idea stessa dei servizi sociali “dai Comuni, indifferentemente dalla linea politica, si deve alzare un grido di ribellione. E' fondamentale quindi non tagliare le risorse, ma piuttosto individuare altre vere fonti di spreco". Un bilancio deludente quello tracciato dal sindacalista fatto “di promesse spesso non mantenute per il Trasimeno. “Ci sono responsabilità politiche di chi ha amministrato la Regione in questi anni; per il lago è giunto il momento di rispettare gli impegni – conclude – che ci si è assunti periodicamente, a ogni tornata elettorale, a partire dalla viabilità passando per la sanità e il polo di innovazione”.