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Vertenza Trafomec, gli operai: "I sindacati ci hanno venduti"

La Trafomec di Tavernelle

Sara Minciaroni
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Hanno paura, per un posto di lavoro incerto. E sono rabbiosi per il timore che proprio chi avrebbe dovuto tutelarli li abbia condotti verso una via sbagliata. Sono gli operai della Trafomec di Tavernelle, uomini che hanno paura di non poter più far fronte ai bisogni delle loro famiglie. Alla riunione che i sindaci di Panicale e Piegaro, Giulio Cherubini e Roberto Ferricelli hanno indetto per confrontarsi con le maestranze, l'appello che si è levato verso gli amministratori è di quelli che fanno male: "Aiutateci se potete con i vostri mezzi, per prendere quello che ci è dovuto. Non vogliamo nulla di più, solo quello che è nostro". A Tavernelle dovevano essere riassunti 120 dipendenti a tempo indeterminato (dagli attuali 190, ma erano 270 nel 2011 ripartiti in tre stabilimenti), mentre dopo l'accordo ne sono stati reintegrati solo 103. Per il personale dichiarato in esubero è stato attivato un incentivo all'esodo a sostegno del reddito, soldi che ad oggi non sono però ancora arrivati. Le riduzioni dei salari post riassorbimento sono state pesanti, con il rischio di azzeramento per la storia professionale di moltissimi dipendenti. E poi l'attacco durissimo degli operai al sindacato: "Ci hanno venduto. L'obiettivo era dividerci tra quelli fuori e quelli dentro. Era tutto predisposto - e ancora - sia chiaro che nessuno dà la colpa alle nuove amministrazioni ma ci sono da chiarire fino in fondo le responsabilità di chi ci ha portato fino a questo punto. Non si era mai visto un sindacato che fa firmare le lettere di licenziamento agli operai". Le maestranze, o almeno quelle presenti domenica 23 novembre all'Occhio di Tavernelle temono che quell'accordo che il sindacato ancora sostiene come "unica via possibile, anche se a caro prezzo", non fosse la migliore delle vie percorribili.