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Picchiata per gelosia anche quando era incinta

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Sara Minciaroni
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Pensava che il figlio fosse di un altro. Per questo motivo un trentaduenne di Castiglione del Lago è accusato di avere, anche da ubriaco, picchiato la sua compagna incinta. M.M., queste le iniziali dell'uomo, dovrà rispondere dei reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia per i quali è stato rinviato a giudizio.  La vittima, una donna che all'epoca dei fatti (2011) aveva trent'anni, avrebbe infatti subìto ripetuti atti di violenza, minaccia e ingiurie. Azioni che sarebbero cominciate proprio con l'inizio della gravidanza, causate anche dall'abuso di alcol da parte del trentaduenne. Gli episodi sono stati confermati anche da una vicina di casa, che ha appunto ribadito di aver assistito a liti violente. L'uomo, in un episodio specifico, avrebbe aggredito anche il fratello della compagna. “La picchiava - secondo il capo d'imputazione - anche quando la donna era incinta, accusandola di infedeltà inesistenti; la minacciava anche di morte e la insultava umiliandola, così da indurre nella donna un costante stato di timore per la propria incolumità e quella del figlio”. Tra le accuse, mosse dal pubblico ministero Gemma Miliani, c'è anche quella di averle procurato delle lesioni da 10 giorni di prognosi. Nei confronti dell'uomo è stato anche emesso un provvedimento che gli vieta di avvicinarsi ai luoghi di lavoro e di residenza della persona offesa e di mantenere una distanza di almeno 500 metri. Dall'ordinanza sottoscritta dal giudice per le indagini preliminari Luca Semeraro emerge anche che dopo pochi mesi dall'inizio della gravidanza, M.M. sarebbe divenuto sempre più possessivo, geloso e violento, pensando che il figlio non fosse il suo. La donna, era stata pertanto più volte percossa dall'uomo ubriaco. Le percosse e le violenze, che sarebbero continuate e si sarebbero aggravate anche dopo il parto avvenuto a giugno, sarebbero poi divenute più frequenti, con l'uomo che si sarebbe spinto fino a stringere il collo della compagna con le mani. Un'altra aggressione, sempre secondo la procura, era avvenuta nel luglio dello stesso anno: “In tale occasione la violenza di M.M. si rivolgeva sia verso la compagna che colpiva con schiaffi al viso minacciandola di morte e offendendola pesantemente, sia verso il fratello di lei che riportava lesioni guaribili in 10 giorni”. Ma un giorno di quel mese, sempre secondo l'accusa, l'uomo avrebbe percosso anche una vicina di casa che aveva cercato di difendere la donna durante un'aggressione. Venerdì in tribunale il processo ha subito un rinvio: la nuova udienza è stata fissata al prossimo 10 aprile. Gli avvocati Marco Brusco e Giuseppe De Lio che difendono l'imputato si dichiarano fiduciosi: “Aspettiamo - spiegano - il dibattimento che consentirà una ricostruzione reale e serena dei fatti”.