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Faccia a faccia Renzi-Draghi in Umbria

Michele Marzoli
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Del tutto inaspettato, un fuori programma. Il blitz di Matteo Renzi, martedì mattina, a Città della Pieve, nasconde un incontro col presidente della Bce Mario Draghi, nella casa di campagna del governatore. Oggetto della conversazione? Possiamo solo immaginarlo: il duro richiamo del presidente della Bce, una settimana fa, al governo italiano e agli altri ritardatari dell'Eurozona, sull'urgenza, improcrastinabile, di varare riforme strutturali che rimettano in piedi il Paese. Difficile, altrimenti, giustificare l'atterraggio, alle nove di ieri mattina, di un elicottero della presidenza del consiglio dei ministri, con a bordo il premier Matteo Renzi, sul campo di calcio di Po' Bandino, frazione pievese a pochi chilometri da Chiusi. Ad attenderlo, sul prato dell'impianto sportivo, le forze dell'ordine in borghese e due auto blu, dove sono saliti il presidente e gli uomini della scorta. Impegno segretissimo, tanto da non essere segnalato neppure nell'agenda pubblica del premier. Lunedì pomeriggio a Città della Pieve è arrivata semplicemente una telefonata in cui si chiedeva di trovare un terreno per l'atterraggio di un velivolo. “Sgomberare l'impianto per una esercitazione militare” hanno spiegato al custode del campo sportivo che si è visto costretto ad annullare gli impegni presi dal gestore del campo con la Nuova Società Polisportiva Chiusi che in questo periodo estivo svolge due sedute d'allenamento, mattutina e pomeridiana, proprio sul campo di Po' Bandino. Il velivolo, con la scritta Repubblica Italiana ben visibile e la coccarda tricolore stampigliata sulla fusoliera, è rimasto sul prato per due ore e mezza, per poi ripartire intorno alle undici e trenta, ora in cui è stato nuovamente avvistato il presidente del consiglio Matteo Renzi che risaliva sull'elicottero, diretto probabilmente verso Roma. Sull'intera vicenda, su questa inaspettata visita a Città della Pieve del presidente del consiglio Matteo Renzi permane il riserbo più stretto. [