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Inaugurato a San Feliciano il monumento ai Carabinieri

Alice Guerrini
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“Nei secoli fedele”. Questa, la frase incisa nella pietra del monumento ai carabinieri che è stato inaugurato sabato mattina a San Feliciano. Una cerimonia emozionante per un evento organizzato e fortemente voluto dall'associazione nazionale carabinieri, sezione di Magione; in collaborazione con l'amministrazione comunale, rappresentata durante la giornata dal sindaco, Giacomo Chiodini. Il monumento è stato inaugurato in occasione del bicentenario della fondazione dell'Arma. Presente il viceprefetto Maria Speranza Sciurpi. A fare da cornice all'evento, oltre allo splendido lungo lago di San Feliciano, anche le note della banda di Mugnano. La mattinata si è aperta con la santa messa celebrata dal parroco del paese, a seguire l'apposizione di un mazzo di fiori al monumento dell'Avis di San Feliciano, l'alzabandiera e la benedizione del neo monumento. Tra i presenti, autorità civili e religiose, il presidente dell'associazione nazionale carabinieri, sezione di Magione, Sandro Mattaioli; il generale Cornacchia, ispettore regionale dell'associazione nazionale carabinieri Umbria; il colonnello Angelo Cuneo, comandante provinciale dei carabinieri di Perugia, il Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, l'onorevole Gianpiero Bocci e numerosi carabinieri tra cui i militari della Stazione di Magione. “Il carabiniere rappresenta una sicurezza, un punto di riferimento, la certezza del bene – ha spiegato l'onorevole Bocci – la battaglia contro il male. Duecento anni sono tanti, è una grande casa che ha costruito bene le proprie fondamenta, ha retto all'urto dei conflitti, delle trasformazioni della società e ha retto sul piano del rigore morale. Duecento anni di pagine scritte da persone semplici, da persone con la divisa che spesso hanno lasciato la propria famiglia per raggiungere altre città, ma sempre con passione e forte senso dello Stato. Possiamo essere certi di poter contare sull'Arma dei carabinieri, su questi uomini – ha continuato il Sottosegretario - che meriterebbero qualche riconoscimento in più, perché sono uomini che fanno un lavoro straordinario. Questo è un monumento caldo che racconta duecento anni di storia, racconta la storia di tanti ragazzi che hanno sacrificato la propria vita per noi. Un monumento semplice, ma ricco di avvenimenti, di episodi dolorosi, ma anche belli. Di fronte a tanta storia e a tanta bellezza – ha concluso - è impossibile non emozionarsi”. Il generale Cornacchia durante il suo intervento ha invece voluto ringraziare i familiari dei caduti che sono stati citati e ricordati durante la cerimonia.