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Allevatore di 93 anni finisce sotto processo

Eleonora Sarri
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Maltrattamento e abbandono di animali. E' questa l'accusa nei confronti di un allevatore di ben 93 anni, che lunedì 9 febbraio è nuovamente comparso davanti al giudice. Ma in apertura del processo, ecco piombare in aula una tragica notizia. Il secondo imputato in questo lungo procedimento giudiziario, precisamente un 27enne nordafricano addestratore di cavalli (collaboratore e vicino di casa dell'anziano) è deceduto nel mese di dicembre scorso a seguito di una ischemia cerebrale fulminante. L'istruttoria, quindi, non ha portato all'attesa sentenza. Anche per una serie di richieste formulate dalla difesa del 93enne, rappresentata dall'avvocato Antonio Cozza. Ma andiamo ai fatti. Una montagna di resti e carcasse di animali fu ritrovata lungo un corso d'acqua, in una località alle porte di Deruta. Tra cui le carcasse di due cani, entrambi con microchip. Proprio grazie a uno dei due microchip era stato possibile risalire al proprietario ora sotto inchiesta. E dal sopralluogo nella sua proprietà, l'uomo è risultato avere circa una trentina di cani (che acquista e vende, soprattutto per la caccia). Che, secondo quanto sottolineato nel capo d'imputazione, teneva “in cattive condizioni”. Ma il secondo microchip ritrovato, comunque, risulta essere di un'altra persona. Che verrà ascoltata proprio nel prossimo round del processo fissato per maggio.