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Garza lasciata nell'addome, medici e infermieri a processo

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Roberto Minelli
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Lesioni personali colpose. E' l'imputazione con cui si avvia il processo a quattro operatori sanitari dell'ex ospedale di Marsciano. Erano componenti dell'équipe che operò una donna. Un intervento da cui lei stentava a riprendersi. Forti dolori, a volte così insostenibili da costringerla a stare a letto. E soprattutto persistenti. Non spiegabili solo come normale decorso post operatorio. Finché, a circa un anno dall'operazione, un'ecografia e una tac rivelano la verità: un corpo estraneo nell'addome. Una scoperta tremenda che ha comportato un intervento per rimuoverlo. Così è stato appurato che nell'addome era rimasta una garza laparotomica, che aveva causato la formazione di una massa. Sono seguiti anche altri interventi. Tanto che ora la signora, costituita parte civile con l'avvocato Alessandro Chiucchiolo (mercoledì, in udienza, Fabio Catterini) si è costituita parte civile e nel relativo atto chiede un risarcimento di 150.000 euro. Le difese degli imputati, pronte a sostenere l'estraneità ai fatti contestati, sono rappresentate dagli avvocati Franco Libori, Manuela Saccarelli, Gianluca Lucarelli, Cristina Tomassi e Alessandra Settimini.