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Visite senza ticket, medici e infermieri a processo

Maurizio Muccini
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E' solo un filone della maxi inchiesta sui falsi ricoveri che ha “sporcato” la sanità umbra. Con il blitz dei Nas che, come si ricorderà, aveva toccato la bellezza di 17 strutture ospedaliere e coinvolto in tutto circa seicento dipendenti (tra medici, infermieri, semplici operatori e anche pazienti). Con quell'esercizio della professione che si è tramutato, sempre secondo il castello accusatorio, in una “manipolazione del sistema con danni economici pesanti come macigni”. Sono finite davanti al gup Andrea Claudiani cinque persone dell'ospedale di Pantalla. Precisamente due medici, due infermieri e un operatore sanitario. “Colpevoli”, secondo la procura, di non aver pagato il ticket ed aver evitato le lunghe file per effettuare semplici prelievi o per prenotare visite specialistiche. Magari per favorire conoscenti o addirittura i familiari. In sintesi avrebbero “utilizzato un determinato accesso ad alcune prestazioni diverso da quello richiesto”. Con la difesa degli indagati, rappresentata in aula dagli avvocati David Zaganelli, Fernanda Cherubini e Gianluca Calvieri, che ha respinto ogni accusa. Fornendo materiale “importantissimo”, capace di allontanare ogni tipo di sospetto. Intanto i cinque sono stati rinviati a giudizio, con il processo che prenderà in via nel mese di marzo prossimo. E sul fatto che qualcuno possa essersi prescritto per se stesso delle analisi, la risposta è arrivata direttamente dalla bocca di uno degli imputati. Che ha spiegato con forza che “era solo un modo per affrettare i tempi, in attesa di perfezionare però il tutto in un secondo momento”. Ma la decisione del gup non ha assolutamente preso in contropiede i difensori, che ritengono che solo durante l'istruttoria dibattimentale, con un'analisi attenda di ogni singolo caso contestato, potrà emergere completamente la verità. E lo conferma lo stesso avvocato Fernanda Cherubini: “E' quella la sede migliore per respingere qualsiasi dubbio e questa necessità è stata ravvisata proprio dal giudice Claudiani. Ripeto, siamo convinti che tutto verrà chiarito con tanto di documenti e prove certe”.