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Tornano a casa senza i bambini adottati le 24 famiglie bloccate in Congo

I piccoli resteranno a Kinshasa ospitati provvisoriamente in varie strutture. Unatask force al lavoro nell'ambasciata italiana a Kinshasa

Andrea Niccolini
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Nel giro di qualche giorno tutte le 24 coppie di genitori adottivi italiani bloccate da oltre due mesi in Congo saranno di nuovo in Italia, ma senza i bambini. Una decisione inevitabile, dal momento che sonno sprovviste di visti - perché lo Stato centroafricano non li ha rinnovati - e senza nessuna certezza sui tempi di un eventuale sblocco dell'uscita dal Paese dei bambini regolarmente adottati. Nelle ultime due settimane diversi genitori - finora un componente per ogni coppia - erano già tornati in Italia, sperando comunque in una soluzione rapida. Ma le speranze, in questo senso, sembrano ormai perse: i voli aerei sono stati prenotati, il ritorno è imminente. I bambini, che resteranno a Kinshasa, saranno ospitati provvisoriamente in varie strutture: dagli orfanotrofi dove già vivevano alla casa famiglia di una onlus. Nonostante questo, ancora  il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge dice che una task force sta lavorando all'ambasciata italiana a Kinshasa per chiudere positivamente la vicenda. Il rischio è quello che la Repubblica democratica del Congo tenga fede alla sua prima decisione, cioè quella di chiudere le sue frontiere alle adozioni fino a fine settembre 2014, per verificare eventuali irregolarità nel post adozione.