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Covili, ritorno in Umbria dopo 30 anni

I pendolari (Gino Covili)

Federico Sciurpa
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Le opere di Gino Covili tornano in Umbria dopo 30 anni e Umbertide prepara la grande mostra con i capolavori di uno dei pittori più significativi del secondo Novecento. Umbertide ospiterà una mostra interamente dedicata all'artista di fama internazionale. “L'esposizione delle opere del “grande irregolare” - fa sapere il Comune di Umbertide -, sarà un'opportunità, non solo artistica, per tutto il territorio umbertidese. L'evento al quale si sta lavorando, con l'esposizione delle opere dell'artista espressionista modenese, si svolgerà a partire dal 21 marzo 2020 e avrà una durata di tre mesi”. La mostra vedrà una profonda sinergia tra il Comune e il Campus “Leonardo Da Vinci”. I capolavori dell'artista di Pavullo nel Frignano, uno dei pittori più rappresentativi del secondo Novecento, definito da molti il “Van Gogh italiano”, tornano in Umbria a distanza di 30 anni dalla mostra personale presso la Rocca Paolina di Perugia e a 26 anni dall'anteprima nazionale di Assisi, quando al santuario di San Damiano venne presentato il ciclo “Francesco”, che l'artista emiliano ha dedicato al Poverello. A Umbertide, presso il Museo di Santa Croce e la Rocca-Centro per l'arte contemporanea, verranno ospitate 46 opere di Covili fra pitture e sculture. Nel corso della sua vita Covili, scomparso nel maggio del 2005, ha celebrato con la sua pittura la vita contadina, gli esclusi, i valori più popolari, affidandosi sempre, con forza, al sogno degli eroi di tutti i giorni: uomini e donne che non appaiono sui libri di storia ma che rappresentano un'epoca, non del tutto perduta. Covili, autodidatta, bidello del liceo di Pavullo nel Frignano, si è sempre espresso con uno stile personalissimo: ha raccontato emarginati, animali e natura, tutti ritratti in un mondo epico. Opere di Gino Covili sul ciclo dedicato a San Francesco saranno esposte nello stesso periodo al Museo della Porziuncola di Assisi. "Quella di Umbertide - specifica il Comune - sarà l'occasione per coinvolgere, con un nutrito programma di iniziative collaterali, il mondo della scuola, dell'associazionismo, del volontariato e la cittadinanza tutta.