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Idraulico ucciso, da rifare parte del processo

Giorgio Palenga
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La Cassazione ha deciso: una parte del processo ad Andriy Halan, condannato per aver ucciso Sandro Bellini, si dovrà rifare. E torna in discussione anche la pena.  Sandro Bellini, di professione termoidraulico, venne ucciso a 53 anni - era il maggio del 2016 - dal 47enne Halan per motivi di gelosia. Aveva infatti “osato” frequentare brevemente l'ex compagna dell'operaio ucraino, venendo ucciso con colpi assestati alla testa con un oggetto contundente, all'interno di un'auto nei pressi della sua abitazione di via Fratelli Rosselli. Il corpo sarebbe stato ritrovato solo diversi giorni più tardi nelle acque del Velino, a Marmore. La Cassazione ha accolto giovedì 18 aprile 2019 il punto di vista dei legali difensori dell'imputato - gli avvocati Francesco Mattiangeli e Luca Maori - annullando la sentenza d'appello limitatamente alla contestazione dell'aggravante dei futili motivi e al reato di occultamento di cadavere. Per quest'ultima ipotesi gli atti sono stati trasmessi alla procura di Terni perché istruisca un nuovo procedimento penale, distinto dal principale. Di contro i magistrati hanno rigettato la restante parte del ricorso presentato dei difensori di Andriy Halan, confermando la sua piena responsabilità penale in ordine al delitto e inviando gli atti alla corte d'assise d'appello di Firenze per rideterminare la pena. (Servizio completo sul Corriere dell'Umbria  del 19 aprile 2019 – COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)