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"Controllati solo dieci camini Ast su duecento"

Giorgio Palenga
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“Non riusciamo a controllare le emissioni dell'acciaieria perché non abbiamo organico a sufficienza”: la notizia arriva direttamente dall'Arpa durante l'audizione della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati che ieri ha concluso il ciclo di audizioni in Prefettura dopo i sopralluoghi effettuati il giorno prima a Papigno, all'Ast e alla discarica di Valle. Il direttore di Arpa Umbria, Walter Ganapini, insieme ai tecnici dell'agenzia, ha riferito l'esito dei recenti controlli delle emissioni dell'acciaieria al presidente della commissione, Stefano Vignaroli. E' emerso che, su circa 200 punti di emissione di Ast, l'agenzia attualmente riesce a controllare non più di una decina di camini all'anno. I referenti Arpa hanno spiegato di non riuscire a fare di più perché il personale tecnico non è sufficiente. L'audizione dei referenti di Arpa è stata anche l'occasione per parlare delle attività di controllo sui sacchetti finti biodegradabili, altro filone di indagine della commissione, che su questo ora acquisirà da Arpa Umbria maggiori informazioni. Sempre ieri la commissione ha anche ascoltato il comandante dei carabinieri del Noe, Francesco Motta, e il comandante dei carabinieri forestali, Paolo Lepori, il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Terni, Marco Stramaglia, i rappresentanti delle società responsabili degli inceneritori Acea Ambiente e Terni Biomassa (gli inceneritori sono rimasti fuori dai sopralluoghi), i responsabili della discarica Le Crete di Orvieto, il sindaco della città della Rupe, Giuseppe Germani. (Servizio completo sul Corriere dell'Umbria  del 28 febbraio 2019 – COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)