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Giovani creano un drone ultraleggero

Giuseppe Magroni
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Un nuovo tipo di drone professionale ultraleggero che ha già ottenuto la certificazione operativa dell'Enac. È quello progettato da un team di esperti e professionisti della provincia di Terni composto dai geologi Andrea Ricci di Narni e Pierpaolo Chiraz di Amelia, in collaborazione con Roberto Montagnetti, archeologo di Lugnano. In campo il settore tecnico dello studio GfosServices che ha voluto 'battezzare' il nuovo drone con un nome evocativo e tutt'altro che casuale - Nerva-296 - in onore dell'imperatore romano Marco Cocceio Nerva, nato a Narni. L'operazione ha fruttato la progettazione e la realizzazione (anche con l'uso di stampanti 3D) di un prototipo del peso di appena 296 grammi. Risultato decisamente ambizioso, pochi lo hanno centrato in Italia, e che consente di superare la trafila burocratica prevista per i droni più 'pesanti' che richiedono anche il conseguimento dell'attestato di volo e che non possono sorvolare i contesti urbani. Il tutto nel pieno rispetto della legge e con parametri di stabilità e dimensioni in linea con i modelli più blasonati. Numerosi i possibili utilizzi dell'aeromobile 'a pilotaggio remoto' - questa la definizione tecnica del drone - 'made in Terni'. Si va dall'areofotogrammetria alla topografia, dall'archeologia (con la restituzione di modelli di scavi in 3d) all'architettura, fino all'ingegneria civile (analisi e rilievo di monumenti e fabbricati) ed all'agricoltura di precisione. Fra gli ambiti rientra senz'altro il monitoraggio ambientale (analisi di frane, cave ed altre situazioni 'a rischio') particolarmente utile nel settore della protezione civile. Un drone dal nome latino ma che parla con accento narnese-amerino, oltre ogni 'campanilismo' grazie al lavoro di tecnici nati sul territorio e che hanno deciso di lavorare e produrre in Umbria.