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Violenza sessuale di gruppo, due condanne

Giuseppe Magroni
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In quattro - tutti di nazionalità rumena - erano stati arrestati nel maggio del 2011 dai carabinieri di Terni, Papigno e Arrone con accuse pesantissime: sequestro di persona, rapina, violenza sessuale e lesioni nei confronti di donna di origini pugliesi, oggi 40enne. Quest'ultima era stata privata del proprio cellulare e obbligata a salire sull'auto dei quattro - una Fiat Brava - fino a raggiungere un'abitazione di Arrone, in località Tripozzo, dove era stata percossa costretta a subire ripetute violenze sessuali. Per quella vicenda due dei quattro arrestati - un 30enne ed un 27enne - sono stati condannati oggi dal tribunale di Terni in composizione collegiale (presidente Massimo Zanetti, giudici Federico Bona Galvagno e Rossana Taverna) rispettivamente a sei e cinque anni di reclusione per sequestro di persona, lesioni e violenza sessuale, mentre il 30enne è stato assolto dal reato di rapina. I due avrebbero immobilizzato la vittima sul divano, bloccandola con il peso del proprio corpo e minacciandola di morte anche con un coltello puntato alla gola, per poi abusare di lei: il 30enne con un rapporto sessuale completo e il più giovane costringendola ad avere un rapporto orale. Di contro, il tribunale ha assolto gli altri due imputati, rumeni di 30 e 28 anni, proprietari dell'abitazione dove si è consumato il fatto. L'accusa aveva chiesto condanne per tutti, da dieci a sei anni di carcere. I due rei - entrambi residenti in Italia - erano difesi dagli avvocati Barbara Grillini e Francesco Mattiangeli del foro di Terni, con quest'ultimo che parla di "sentenza ingiusta" e si dice "pronto ad impugnarla in appello, dopo aver valutato le motivazioni del collegio". I due rumeni assolti, erano difesi dall'avvocato Giorgio Panebianco. Nel processo non figuravano parti civili.