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Omicidio David Raggi, attesa per l'appello

David Raggi

Giuseppe Magroni
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Un omicidio assurdo quello di David Raggi, il 27enne ternano ucciso la sera del 12 marzo del 2015 in piazza dell'Olmo da Amine ‘Aziz' Aassoul, 30enne di nazionalità marocchina arrestato dalla polizia di Stato pochi minuti dopo aver commesso il fatto. Domani la vicenda giudiziaria vivrà un'altra tappa fondamentale, quella del giudizio di secondo grado di fronte alla corte d'assise di appello di Perugia. Lo scorso 29 settembre, in primo grado, Amine Assoul era stato condannato dal gup Simona Tordelli – con rito abbreviato – a 30 anni di reclusione per omicidio volontario, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I familiari e gli amici più cari di David, gli stessi che non hanno mai smesso di ricordarlo e che hanno seguito ogni passo della dolorosa vicenda giudiziaria, saranno a Perugia per chiedere che non ci sia alcun passo indietro da parte della giustizia. Il loro pensiero è racchiuso nelle parole dell'avvocato Massimo Proietti, il legale della famiglia Raggi: "La sentenza di primo grado – afferma – è stata equilibrata e corretta e dovrà essere confermata. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché ciò avvenga e chiederemo anche l'aumento delle provvisionali stabilite dal tribunale di Terni. Quello di David non è stato un omicidio preterintenzionale come la difesa di Amine Aassoul ha provato a sostenere. Ma è stato un atto volontario, aggravato da motivazioni del tutto futili".