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A processo il baby boss camorrista arrestato in Umbria

Andrea Niccolini
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Il Comune di Napoli si costituirà parte civile nel processo contro il clan Giuliano - Sibillo, la cosiddetta “paranza dei bambini” del quartiere di Forcella, a Napoli. Lo ha deciso la giunta partenopea con una propria delibera. L'udienza è fissata per il prossimo 22 dicembre e vede imputati oltre sessanta persone accusati di vari reati: traffico di droga, associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione di armi da fuoco, estorsioni. Tra questi imputati c'è il giovane Pasquale Sibillo, il cosiddetto baby boss arrestato a Terni lo scorso 4 novembre, dopo tre mesi di latitanza. Sibillo, che godeva in città di una rete di protezione, ha trascorso a Terni gran parte della latitanza. Nonostante la giovane età, almeno da quello che risulta dall'inchiesta, Sibillo era un vero boss: il suo gruppo ha scatenato nei mesi scorsi nel quartiere Forcella una guerra di camorra per il controllo dei traffici di droga nel centro di Napoli. Il gruppo avversario era lo storico clan dei Mazzarella. Nel corso della faida sono morti anche due innocenti: Luigi Galletta, assassinato il 31 luglio perché parente di un boss nemico, e Gennaro Cesarano,17 anni, ammazzato a settembre nel corso di una sparatoria in pieno centro. [CHIUSURA]B