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Una scia di sangue dietro il boss camorrista arrestato a Terni

Andrea Niccolini
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Una scia di morte: è quella che si porta dietro Pasquale Sibillo, 24 anni, arrestato a Terni dopo cinque mesi di latitanza. Tre omicidi tra Forcella e Maddalena negli ultimi mesi, nel quadro di una guerra per il controllo del centro storico di Napoli, in opposizione al potente clan Mazzarella. LEGGI Tradito da un tatuaggio Tra le vittime di questa guerra  figura anche il fratello minore Emanuele, considerato anch'egli boss camorrista emergente del rione Forcella. Di qui forse anche l'esigenza di "cambiare aria" per Pasquale Sibillo, che a Terni stava a casa di conoscenti. GUARDA il video L'omicidio di Emanuele Sibillo, vent'anni non compiuti, è avvenuto all'inizio di luglio 2015 (guarda le foto), di notte in via Oronzio Costa a Napoli; sia Emanuele sia il fratello Pasquale erano appena riusciti a sfuggire ad un blitz della polizia. GUARDA la gallery Probabilmente Emanuele è rimasto vittima di una vendetta del clan Mazzarella, rivale dei Sibillo-Giuliano, ma è anche probabile che il giovane boss avesse pestato i piedi a troppi, e che sia stato eliminato perché pericolosamente emergente. LEGGI Preso a Terni dopo 5 mesi di latitanza