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Assolto commercianti di coltelli: non erano armi

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Federico Sciurpa
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Si è conclusa dopo 5 anni l'odissea giudiziaria di R.G., un commerciante ternano di coltelli che gira per le fiere di tutta Italia. E proprio in una di queste, a Ceccano, in provincia di Frosinone, si era imbattuto in due finanzieri in borghesde che - come ricorda - “si erano avvicinati al mio stand di coltelli e affini dicendomi che volevano acquistare una katana. Poi mi avevano chiesto come potevano portarla a casa dopo averla acquistata. Risposi che con un incarto adeguato e la ricevuta di acquisto non avrebbero avuto problemi. A quel punto si aprì una controversia se fosse un'arma o, come io dichiaravo, un oggetto di libera vendita. I due finanzieri tirarono fuori il distintivo e, dopo essersi qualificati, mi dissero di chiudere lo stand perché mi avrebbero sequestrato tutta la merce: 800 coltelli che loro consideravano alla stregua di armi. Dopo aver portato tutta la merce in caserma e fatto l'inventario, mi trattennero fino alle 3 per il verbale. Ora, dopo 5 anni di un lungo percorso giudiziario, è finalmente arrivata la sentenza che mi assolve con formula piena per non aver commesso il reato, con la restituzione della merce sequestrata. Ma chi mi risarcirà per lo stress che ho accumulato e per i danni economici riportati dalla mia attività?”.